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Cronache della Munnizza (1)

Il regno dei randagi
tra i cassonetti pieni


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immondizia palermo, Cronaca
Il secondo segno dell’Apocalisse a Palermo, dopo i sacchi sparpagliati, è la comparsa dei cani accanto ai cassonetti strapieni di Munnizza. Cani mai visti. Randagi con una fisionomia da tagliagole. Poco a che fare con gli sdentati bastardini terrestri che sorvegliano le contrade metropolitane. Questi sono canazzi venuti da un’altra galassia. Un segno, appunto. Sono apparsi con la Munnizza.  Non se ne andranno presto.
Piazza Mondello, luogo di buone letture e di ottime colazioni alle sette del mattino. La puzza dei vicini contenitori si mescola al profumo del caffé in una singolare esperienza olfattiva. Tra i sacchetti cose che non sappiamo e che è meglio non sapere. Resti di oggetti ignoti. La parte smentisce il tutto a cui apparteneva. La catasta di porcherie somiglia a una cattedrale di nonsensi. Non esistono vocaboli per definirla.

Ecco i cani. Ringhiano di ventre profondo, mentre, in tre, si contendono una povera cosa. La crisi è per tutti. Più si va in fondo al secchio, meno diventa strana questa battaglia per una incomparabile schifezza che, una volta, cani e uomini avrebbero disprezzato. La contesa infuria. Le zampe sollevano polvere e stracci. La gente osserva e passa, senza nemmeno arricciare il naso. E’ la terza tromba dell’Apocalisse. Ci stiamo abituando all’orrore. Il paesaggio dei montarozzi di rifiuti sta diventando via via normale. Anzi, confidenziale. Non un avverbio di esecrazione. Non uno sguardo incazzato. La gente passa e va, come se il crollo della città rappresentato dalla decomposizione non la riguardasse. Perciò, i cani di un’altra galassia hanno compreso che questo è uno spazio vuoto, un presidio abbandonato. Per questo sono stati svelti ad infilarsi nell’intercapedine, annunciando con latrati rabbiosi l’inizio del loro regno. Gli uomini vanno a mare con la puzza sotto il naso. La sopportano. La tollerano. Tra un po’ diranno che è buona. Nel frattempo, i cani finiscono il pasto. Mondello, non è più un posto di eleganti letture e di ottime colazioni, nell’era della Munnizza. L’odore del mare, tra un po’, sarà un ricordo.