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Cronache della munnizza (4)

Sorpresa, lentamente
la "munnizza" va via


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crisi, palermo, rifiuti, Cronaca
Il signore dello stabile accanto ci ha provato ancora una volta. Stimatissimo ex professionista, elettore di sinistra-ecologista, simpatizzante di Addio pizzo (ma questa è appena una diceria non confermata. Si aggiunga per gli appassionati biografi del suddetto, ndr), tifoso del Palermo. Una persona perbene. Solo che ha quell’unico vizietto. Ama conferire i rifiuti fuori orario. E sì che, essendo pensionato, potrebbe calibrare meglio i suoi ritmi e farli coincidere con quelli della tabella legalitaria. Niente. Si vede che la posa clandestina del sacchetto della munnizza è lo sfogatoio di una vita altrimenti ineccepibile. L’olezzo che burla l’odore di santità. E così anche stavolta ci ha provato, credendo di essere solo, non consapevole delle decine di occhi che lo sorvegliano in una sorta di rancoroso “Grande Fratello” condominiale. Il signor C. si è però bloccato davanti al cassonetto, come lo spaventato del presepe. Colpo apoplettico? Ripensamento etico? No. E’ che c’era meno munnizza. Bertolaso ha colpito ancora. Girato di spalle, il signor C. non mostrava i suoi lineamenti al pubblico acquattato dietro le tapparelle. Sicché non sapremmo dire se l’espressione fosse di sollievo o di tristezza. Già, di tristezza tipicamente palermitana. Di quella strana malinconia che ci prende quando scopriamo che proprio non possiamo scendere più in basso di così. E’ una circostanza che avvilisce il nostro animo sportivo di geologi e recordmen del peggio. Comunque, la notizia è che la munnizza sta scomparendo. Un effetto speciale? Una carezza che non risolve il problema? Il progressivo ritorno alla normalità?  Naturalmente è una strana normalità palermitana, al momento. Si accontenta di molti rifiuti sparsi al posto di tantissimi. Via Libertà è in cima ai pensieri dell’esercito dei netturbini della salvezza. Per le periferie si vedrà. Intanto, a pericolo (forse) scampato, già si avverte il classico tintinnio di tazzine al bar. Un ci fu niente, pigghiamuni u cafè.