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Seduta fissata per discutere della crisi di governo

Ars, Lombardo chiede il rinvio
In bilico il dibattito di oggi


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I segnali di desistenza provenienti dalla maggioranza di centrodestra potrebbero vanificare il dibattito d’aula sulla crisi del governo Lombardo fissato per stamattina all’Ars, ma l’opposizione insiste sulla necessità di aprire il confronto a Sala d’Ercole e annuncia la presentazione di un ordine del giorno. Intanto, proprio Raffaele Lombardo ha chiesto, ieri, il rinvio della seduta.
“Il Pdl sta preparando un documento da presentare in aula – ha affermato il capogruppo del Popolo delle Libertà, Innocenzo Leontini, primo firmatario di una lettera sottoscritta da 37 parlamentari con la quale, la settimana scorsa, era stata sollecitata una seduta straordinaria per discutere la crisi dell’esecutivo -  Ma, ad ora, non sappiamo ancora se il presidente, Raffaele Lombardo, sarà presente - ha detto il parlamentare prima che il presidente chiedesse il rinvio -. Al momento, attendiamo che ci comunichi se parteciperà. Se non dovesse esserci lui, il Parlamento non farebbe altro che parlarsi addosso ed il dibattito sarebbe del tutto inutile”. Dichiarazioni ancora "all'oscuro" della mossa del governatore, ma egualmente indicative.
Frasi che fanno il paio con le affermazioni di Giuseppe Castiglione, coordinatore regionale del partito, che ha annunciato: “Se il governatore Lombardo non potesse esserci e proponesse il rinvio a dopo le elezioni, l’accoglimento della richiesta non troverebbe ostacoli da parte nostra”. Analoga attesa da parte dell’Udc, che la settimana scorsa aveva annunciato la presentazione di un documento per “stigmatizzare” le scelte di Lombardo sulla costituzione del nuovo esecutivo.
L’opposizione, intanto, ieri mattina, ha riunito i propri parlamentari per discutere la posizione da tenere in aula. Al termine dell’incontro, il Pd ha deciso all’unanimità di presentarsi a Sala d’Ercole con un proprio ordine del giorno.
“Chiediamo che non si facciano i giochetti o le sceneggiate che si sussurrano in queste ore – ha detto il capogruppo Antonello Cracolici – Due gruppi parlamentari e 37 deputati hanno sollecitato l’autoconvocazione dell’Ars in via straordinaria. Una richiesta che doveva essere l’epilogo parlamentare dello scontro interno al centrodestra e adesso rischia di trasformarsi in una tregua, nell’attesa di una messianica soluzione del presidente del Consiglio. Temiamo che si voglia sottrarre al Parlamento l’opportunità di conoscere le ragioni di questa crisi”. Una prospettiva inaccettabile per l’opposizione che annuncia: “Noi domani mattina vogliamo discutere la crisi del governo Lombardo e la nascita dell’esecutivo bis. Saremo in aula e presenteremo un ordine del giorno”.
Nel documento il Pd “esprime un giudizio fortemente negativo” sulla decisione di superare la crisi con un “governo incompleto e con un’alleanza che porta in sé gli stessi limiti che hanno determinato l’azzeramento della precedente giunta”.
“Questo governo bis, prima istituzionale, poi tecnico, poi ancora tecnico-politico infine dell’autonomia – ha aggiunto Cracolici - in realtà è il governo del regolamento dei conti del centrodestra. La verità è che non hanno nessuna soluzione condivisa su nessun problema, è un esecutivo dilaniato e diviso, caratterizzato dalla completa paralisi amministrativa. Qui l’Udc sembra la succursale del Pdl e tutti sembrano attendere il dio unico Berlusconi che si dedicherà all’isola quando avrà tempo”.
Sull’ipotesi di una eventuale sfiducia e alla prospettiva del voto anticipato, il capogruppo dell’opposizione ha sottolineato: “Sarebbe una inutile scorciatoia che non muterebbe i problemi in campo. Forse chi vuole le elezioni anticipate non vuole che Berlusconi risponda della rapina di 4 miliardi di fondi Fas dovuti alla Sicilia”.