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Rinviata a data da destinarsi

Salta la seduta all'Ars
Pd porta in aula sacchetti d'immondizia


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Un flop ampiamente annunciato, nonostante la protesta dell’opposizione. Nella seduta dell'Assemblea regionale siciliana che avrebbe dovuto discutere oggi della crisi alla Regione è mancato per due volte  il numero legale. Il dibattito è stato rinviato a dopo le elezioni europee

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Un flop ampiamente annunciato, nonostante la protesta dell’opposizione. La seduta straordinaria del Parlamento siciliano, convocata questa mattina su richiesta di 37 parlamentari del Pdl e dell’Udc per discutere la crisi del governo Lombardo, per due volte non ha raggiunto il numero legale. Ciò a causa dell’assenza di buona parte della maggioranza. E con un gesto plateale dei deputati del Pd. Al suono della campanella di inizio dei lavori, i parlamentari democratici si sono presentati a Sala d’Ercole con dei sacchetti colmi di spazzatura, che sono stati depositati sul banco della presidenza. Dopo qualche istante di scompiglio, il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, ha fatto immediatamente rimuovere l’immondizia ed ha avviato la seduta.

“Ritengo opportuno accettare la richiesta di rinvio dei lavori chiesta da Raffaele Lombardo – ha esordito – Dal capo del governo, infatti, ieri è pervenuta una sua nota ufficiale nella quale spiega che il procedimento di nomina della giunta deve essere ancora completato e, per questo, si chiede al Parlamento di spostare il dibattito a quando si potrà dare un’informazione integrale sulla costituzione del nuovo esecutivo. Ipotesi che ho sottoposto ai capigruppo e che ritengo valida perché in assenza del presidente la discussione non avrebbe nessun senso”.

Di opposto parere Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo, esponenti del Pd, che hanno insistito per l’avvio della discussione ed hanno presentato un proprio ordine del giorno nel quale si “esprime un giudizio negativo sulla decisione del presidente della Regione di superare la crisi con un governo incompleto e con un’alleanza che porta in sé i limiti della precedente giunta”.

Ma sia l’Udc che il Pdl hanno deciso di soprassedere in attesa dell’esito delle elezioni e del chiarimento tra Raffaele Lombardo e Silvio Berlusconi. E’ stato il parlamentare dell’Udc, Toto Cordaro, a prendere la parola a nome dello scudocrociato: “L’unica soluzione è il rinvio. Non accettiamo le provocazioni del Pd. Il presidente non è in aula e non si può fare un dibattito serio in assenza dell’attore principale, dobbiamo tenere fuori da questa aula la propaganda”.
Dello stesso tenore le affermazioni di Domenico Pogliese, del Pdl, che ha sottolineato: “Io sono uno dei 37 firmatari della richiesta di convocazione dell’aula, ma Lombardo ha assicurato che completerà la composizione della giunta e, dunque, ritengo utile che il confronto avvenga quando la costituzione dell’esecutivo sarà definitiva”.

Dopo alcuni interventi, il presidente Cascio ha chiesto di votare la richiesta di rinvio, bocciata a causa delle defezioni della maggioranza. E’ stato, quindi, Titti Bufaredci, nella sua veste di componente della giunta, ha sollecitare la verifica del numero legale. Constatata l’assenza del numero minimo di deputati, risultavano presenti 23 deputati del Pd e appena 5 della maggioranza, il dibattito è stato rinviato.