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Appalti truccati in Sicilia
sospesi quattro medici


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I destinatari dei provvedimenti, emessi dalla Procura Distrettuale etnea, sono: Elio Barnabà, primario di Anestesia e rianimazione dell'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta; Salvatore Giglia, primario di Cardiologia del Sant'Elia; Antonio Nicosia, responsabile del reparto di Emodinamica del Maria Paternò Arezzo di Ragusa; Vincenzo Bulla, primario di Cardiologia dell'ospedale di Modica (Rg)

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Un noto imprenditore attivo nel settore delle forniture di prodotti per cardiochirurgia arrestato e quattro medici degli ospedali di Caltanissetta e Ragusa sospesi per turbativa d'asta e corruzione di pubblici dipendenti. E' l'esito delle indagini portate avanti, per oltre due anni, dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Catania.

I destinatari dei provvedimenti, emessi dalla Procura Distrettuale etnea, sono: Elio Barnabà, primario di Anestesia e rianimazione dell'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta; Salvatore Giglia, primario di Cardiologia del Sant'Elia; Antonio Nicosia, responsabile del reparto di Emodinamica del Maria Paternò Arezzo di Ragusa; Vincenzo Bulla, primario di Cardiologia dell'ospedale di Modica (RG).

L'imprenditore arrestato è invece Franco Proto che, secondo gli inquirenti, "attraverso numerose amicizie presenti nell'ambiente medico-ospedaliero, riusciva a condizionare lo svolgimento delle gare pubbliche per forniture di apparecchiature e materiali sanitari a varie Ausl e aziende ospedaliere siciliane a favore di quattro società, da lui di fatto gestite, i cui amministratori sono risultati essere dei meri prestanome". Proto è poi stato rimesso in libertà dopo circa quaranta giorni di detenzione e su richiesta della stessa Procura per cessazione delle esigenze cautelari, dopo che il Tribunale del Riesame aveva respinto l'istanza di scarcerazione avanzata dalla difesa subito dopo l'applicazione del provvedimento restrittivo.

I medici sospesi sono accusati di "aver agito in concorso con Proto negli episodi di turbativa d'asta" e Nicosia deve rispondere di corruzione. Nell'ambito della stessa indagine sono stati indagati altri quattro medici in servizio presso le aziende ospedaliere "Vittorio Emanuele", "Ferrarotto", "Santo Bambino" di Catania, l'ospedale "San Vincenzo" di Taormina, l'azienda ospedaliera regionale "S. Elia" e il presidio ospedaliero "San Cataldo" di Caltanisetta, 3 imprenditori e 4 dipendenti delle società di Franco Proto per ipotesi di concorso in turbativa d'asta.