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"Dopo la risoluzione della crisi regionale"

Cammarata azzera la giunta e chiede
a Berlusconi cento milioni l'anno


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Il sindaco di Palermo batte cassa a Roma e chiede a Berlusconi cento milioni di euro l’anno per l’Amia, annuncia l’azzeramento della giunta cittadina ed il possibile ritorno dell’Mpa nell’esecutivo, affronta l’emergenza rifiuti e chiede il sostegno del Pdl e della maggioranza


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Il sindaco di Palermo batte cassa a Roma e chiede a Berlusconi cento milioni di euro l’anno per l’Amia, annuncia l’azzeramento della giunta cittadina ed il possibile ritorno dell’Mpa nell’esecutivo, affronta l’emergenza rifiuti e chiede il sostegno del Pdl e della maggioranza. Sono questi i temi sui quali si è concentrata la riflessione post elettorale di Diego Cammarata, deciso a rilanciare l’azione di governo piuttosto che “trascorrere i prossimi tre anni galleggiando o sopravvivendo”.
Nel corso di una conferenza stampa convocata questa mattina, il primo cittadino si è detto “convinto che il presidente del Consiglio risponderà in tempi brevissimi alla richiesta di sostegno” proveniente dal capoluogo dell’isola ed ha “escluso la possibilità di non trovare risposte”.
“Berlusconi non ha mai voltato le spalle ai palermitani ed ai siciliani in generale – ha detto Cammarata - In tutti i casi, sono pronto a lottare. In questi otto anni non abbiamo commesso errori strutturali o politici. La strada per continuare la crescita necessita di risorse per un concreto progetto sviluppo. Non dubito che il governo nazionale ci darà la possibilità di andare avanti. Nei prossimi tre anni del mio mandato non intendo galleggiare o sopravvivere”.
Secondo il sindaco “la vicenda Amia deve essere vista in un contesto generale di sviluppo della città, del quale ho parlato con il presidente del Consiglio alcuni mesi fa”. Cammarata ha ricordato di avere “anticipato a Berlusconi che se è stata fatta la scelta politica, da lui condivisa così come dalla maggioranza che l’ha sostenuta in Parlamento, di stabilizzare i precari, poi è necessario colmare il conseguente gap finanziario per le casse comunali. Oggi, senza tema di smentita, bisogna affermare che per la stabilizzazione servono 100 milioni di euro, ogni anno, di risorse comunali e non statali, che servono ad altro”.
Soldi per rimettere in sesto l’Amia, l’ex municipalizzata che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti. “Bisogna far fronte subito ai problemi di liquidità dell’azienda, per il pagamento degli stipendi e dei creditori – ha aggiunto - Inoltre stiamo elaborando un progetto che prevede l’individuazione di fondi strutturali per coprire il contratto di servizio. La soluzione alternativa all’aumento della Tarsu è che il governo nazionale ci aiuti”.
In sindaco si è detto sorpreso delle dimissioni dell’ex presidente dell’azienda, Marcello Caruso. “Erano nell’aria – ha ammesso - Mi ha sorpreso pero’ il tempo e il modo in cui sono avvenute”. Quindi, ha affrontato anche la questione relativa al’inchiesta giudiziaria in corso sul falso in bilancio e sulle spese allegre dei dirigenti della ex municipalizzata. “Non mi sono sottratto ai miei doveri di amministratore e non ho coperto nessuna responsabilità – ha spiegato Cammarata - Nel momento in cui verranno accertate delle colpe chiederò delle risposte. Sulla vicenda dei viaggi a Dubai il mio atteggiamento è laico. Si tratta di operazioni censurabili, sia sul piano operativo che strategico, anche se da qui a dire che hanno inciso sull’azienda ce ne passa. Tuttavia se c’è qualcuno che ha sbagliato pagherà”.
Sull’emergenza rifiuti e la discarica di Bellolampo, Cammarata ha sottolineato: “L’impianto non può reggere all’infinito, per questo vanno fatti i lavori di ampliamento della quarta vasca e costruita la quinta. Fatto ciò la discarica avrà una capacità di 35 mesi, tempo che servirà per fare i termovalorizzatori o prendere altre misure. Questi ragionamenti saranno oggetto di una riunione alla Protezione civile che si terrà oggi a Roma, a cui parteciperà il nuovo direttore generale Lo Cicero”.
Stante la situazione, Cammarata ha chiesto la collaborazione delle forze politiche che compongono la maggioranza in Comune. “Ho necessità di continuare un progetto forte per il governo di questa città – ha dichiarato - Chi, all’interno del mio partito e della mia maggioranza, sarà con me a difenderla sarà mio amico, chi, nel mio partito e nella mia maggioranza, sarà contro la città sarà, naturalmente, anche contro di me”. Per il primo cittadino “nel Pdl non bisogna ragionare nella lettura del voto con la logica della resa dei conti ma pensando ad un partito unito, che deve deve contrapporsi alla sinistra ed avere come interlocutore l’Mpa, che, dal canto suo, deve riformare la maggioranza che lo ha fatto vincere”.
Per questo, dopo la risoluzione della questione politica regionale, Cammarata ha annunciato l’azzeramento della sua giunta e la possibile apertura ad esponenti dell’Mpa. “Bisogna sedersi attorno ad un tavolo e fare un ragionamento comune - ha concluso - Dopo la soluzione delle vicende regionali azzererò la mia giunta, voglio attorno a me gente che ami Palermo e lavori ad un progetto di sviluppo della città. Mi riferisco sia al mio partito, il Pdl, sia all’Udc e all’Mpa. Non escludo che questa ultima forza politica possa rientrare in giunta. I miei rapporti con il presidente Raffaele Lombardo si sono interrotti proprio sulla mancanza di supporto alle esigenze della mia città. Oggi il presidente della Regione deve portare rispetto al Pdl, primo partito in Sicilia, anche perché il movimento autonomista non mi pare che abbia dato prova di grande forza in questa tornata elettorale”.