Live Sicilia

Editoria

"Ucciso perché scriveva troppo"
Spampinato descritto dal fratello


Articolo letto 410 volte

VOTA
0/5
0 voti

giovanni alberto spampinato, modica, ponte delle grazie, presentazione, Zapping
Giovedì 18 giugno alle ore 18.30, a Modica, nella Libreria Mondadori (Corso Umberto I, n.8), sarà presentato il libro di Alberto Spampinato "C'erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso perché scriveva troppo", edito da Ponte alle Grazie. La presentazione è organizzata dall'associazione "Giovanni Spampinato" di Ragusa.

Interverranno l'autore, quirinalista dell'Ansa, consigliere nazionale della FNSI e Luciano Mirone, giornalista e scrittore.  Il libro racconta la storia di Giovanni, il venticinquenne giornalista de "l'Ora" e de "l'Unità" ucciso a Ragusa il 27 ottobre 1972 "perché cercava la verità". Giovanni Spampinato indagava sull'omicidio Tumino, un caso nel quale era coinvolto il figlio del presidente del tribunale di Ragusa, Roberto Campria, l'uomo che gli aveva dato un appuntamento e lo aveva poi freddato con sei colpi di pistola.

In questo libro, il fratello, mosso da un dolore ancora vivo e da un'inesauribile sete di verità, dà voce a un dramma privato che si inquadra in quello collettivo dei tanti giornalisti uccisi perché "scomodi", da Giancarlo Siani a Cosimo Cristina, da Mauro De Mauro a Mauro Rostagno, da Giuseppe Fava a Beppe Alfano.
Tra le testimonianze del libro, spicca quella del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Giovanni Spampinato - scrive il capo dello Stato - ha onorato la professione giornalistica e i valori di verità, legalità e giustizia. E' importante che si rifletta sul giornalismo di inchiesta attraverso la storia dei cronisti come lui che in ogni parte d'Italia hanno offerto significative testimonianze di coraggio professionale, di impegno civile e di dedizione ai principi costituzionali di democrazia e libertà. Queste storie, drammatiche ma esemplari, vanno conosciute come parte essenziale di una memoria condivisa da trasmettere alle nuove leve del giornalismo e alle nuove generazioni".