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Come cambia Cosa Nostra

"Amico" del boss e papà della showgirl
Ma lei aveva scelto la cronaca rosa


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Sarà stato pure un fiancheggiatore di Messina Denaro, ma Domenico Nardo certamente non aderisce a certi canoni che la tradizione e il folklore (spesso quello più becero e superficiale) attribuiscono alla cultura siculo-mafiosa. Una cultura che vorrebbe la donna silenziosamente e rispettosamente in un angolo. Assai lontana dallo stereotipo (anche questo becero, nonostante la modernità) delle veline-letterine-paroline...pizzine.
Perché la figlia di Domenico Nardo, che, secondo gli inquirenti, sarebbe da anni un favoreggiatore della mafia trapanese, è una "starlette" di casa nostra (non confondiamo le vocali, ovviamente). Che nulla a che vedere con l'operazione. Nulla a che vedere con i fatti ascrittti al familiare. Nulla a che vedere con i risvolti della cronaca. Lei, che della cronaca semmai aveva scelto la sfumatura rosa. Quella tonalità che colorò la sua storia d'amore con l'attore Andrea Roncato.
Resta, però, attraverso la metafora dei Nardo, e i riscontri dell'operazione Golem, l'immagine di una Cosa nostra nella quale i confini sono ormai del tutto labili, e confondono latitudini, paesi e mestieri. Così, per forza o per errore, nella notizia entra anche lei. Lei che non ha nulla a che vedere, in fondo, con questa storia. Lei che della cronaca aveva scelto la sfumatura rosa. E si trova cacciata dentro pagine di un colore che non conosce.