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La crisi soprattutto in provincia

Nuovo allarme rosso rifiuti
Ancora cassonetti in fiamme


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cassonetti, fiamme, rifiuti, Cronaca
Sempre più critica la situazione dell’Amia e dei rifiuti nel Palermitano. Nuovi roghi di cassonetti nella notte hanno costretto i vigili del fuoco a intervenire per domare fiamme e fumi tossici nell’hinterland, specialmente a Bagheria, Villabate e Ficarazzi. Qui lo sciopero dei netturbini del consorzio che gestisce lo smaltimento dei rifiuti, il Coinres, ha peggiorato la situazione, con cumuli di immondizia che si sono stratificati lungo le strade. Ma è intorno alla costituzione della nuova cooperativa di cenciaioli e ai debiti contratti dall’azienda palermitana che si concentrano le polemiche. Un’interrogazione scritta sulle modalità di assunzione di nuovo personale da parte della società partecipata è stata presentata da Nadia Spallitta e Antonella Monastra, del gruppo consiliare “Un’altra storia”. Nel testo le due consigliere chiedono spiegazioni sulle assunzioni di nuovo personale “dal 2005 ad oggi e se si è fatto ricorso a cooperative, lavoratori socialmente utili, società private di lavoro interinale”, con particolare attenzione a “criteri, procedure e modalità di selezione”, chiedendo copia dei contratti stipulati. Il timore è che dietro la costituzione di una cooperativa per la raccolta differenziata si possa creare “Uno dei tanti carrozzoni collegati all’Amia e al denaro pubblico”. “La cooperativa deve rappresentare solo il mezzo giuridico – sottolinea Spallitta – il titolo che consenta la raccolta del ferro per non incorrere in sanzioni amministrative e penali e non uno strumento di assistenzialismo e promesse destinate a non essere mantenute”. Dopo l’ultimo incontro con il nuovo presidente dell'Amia, Gaetano Lo Cicero, direttore generale del Comune, è emerso che “l'attuale debito dell’azienda di igiene ambientale verso terzi ammonta a 270 milioni di euro e che gli 80 milioni erogati dallo Stato sono stati utilizzati per coprire parte di questo indebitamento”. Un deficit per il quale il sindaco ha chiesto 100 milioni l'anno a Berlusconi. “Peccato che 635.000 euro siano stai spesi soltanto per rinnovare l’arredo del Comune”, denuncia il consigliere del Pd Vincenzo Tanania, secondo quanto rivelato dal sito ‘Fascioemartello.it’: “Tutti i pezzi acquistati hanno un costo esagerato, tanto per dare qualche esempio: scrivanie da 800 euro, poltrone presidenziali da 450 euro, cassettiere da 200 euro, librerie da 900 euro arrivando appunto all'eclatante cifra di 635.000 euro”. Intanto, il count down per Bellolampo continua, mentre una nuova emergenza rischia di scoppiare in piena estate.