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La diaspora sulla giunta

Castiglione: "Il governo è illegittimo"


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giuseppe castiglione, vertice pdl, Politica
"Il governo Lombardo bis è illegittimo. Gli assessori Michele Cimino, Titti Bufardeci e Luigi Gentile non hanno l’autorizzazione del partito, il magistrato Caterina Chinnici aspetta ancora il via libera dal Csm, il responsabile dell’Industria, Pippo Sorbello è incompatibile con la carica perché è anche sindaco di Melilli. Non sono state effettivamente attribuite le deleghe. Non si può certo dire che sia un esecutivo autorevole e nel pieno delle proprie funzioni. E’ una giunta inesistente. Il Pdl continua a chiederne l’azzeramento ed il ritorno alla precedente maggioranza, compresa l’Udc”. E’ una posizione netta quella espressa da Giuseppe Castiglione, coordinatore regionale del Popolo delle Libertà, al termine del vertice convocato questo pomeriggio all’Assemblea regionale siciliana.
La riunione, chiesta dal capogruppo Innocenzo Leontini, è stata segnata da diverse defezioni. Hanno partecipato 14 deputati, altri 5 hanno firmato una delega ai presenti mentre il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, non ha preso parte all’incontro per motivi di opportunità. Il documento finale risulta sottoscritto da 19 parlamentari su 34.
Non sono stati nemmeno interpellati i tre assessori sospesi dal partito dopo la costituzione dell’esecutivo. Hanno polemicamente declinato l’invito Francesco Mineo, Giulia Adamo, Giovanni Cristaudo, Giovanni Greco e Giuseppe Nicotra, i cinque parlamentari appartenenti all’area del sottosegretario Gianfranco Micciché. “Non partecipiamo ad una riduttiva riunione di gruppo – hanno scritto in una lettera – che consideriamo un mero appuntamento di corrente”.
Assenti anche Livio Marrocco e Alessandro Aricò che, in una nota, hanno commentato: “Questo clima arroventato incancrenisce e paralizza la politica e la macchina amministrativa. Auspichiamo che si ricomponga il plenum del governo regionale, per tornare ad una fase costruttiva nel rispetto del mandato affidato dagli elettori”. Chiaramente polemico il commento del deputato Ignazio Marinese, vicino al parlamentare Dore Misuraca, anche lui ormai attestato a sostegno del Lombardo bis. “Partecipare a una riunione di gruppo dall’esito già preconfezionato – ha detto - continua a essere un’inutile forzatura, che non si muove in direzione nè dell’unità del Pdl nè dell’interesse dei siciliani”. Parole alle quali ha fatto eco lo stesso Misuraca: “La mancata partecipazione di un folto numero di parlamentari, che mostrano di non condividere l’intransigenza nei confronti del governo Lombardo e degli esponenti del Pdl sospesi, conferma il disagio verso una linea politica che di fatto ha provocato fratture e divisioni”.
Ritrosi, infine, alcuni esponenti piediellini di provenienza An, Carmelo Incardona, Carmelo Currenti, Marco Falcone, Toni Scilla, che hanno chiesto un rinvio del vertice a causa dei ballottaggi, anche se alcuni di loro sono stati convinti in extremis da una telefonata del coordinatore nazionale di riferimento, Ignazio La Russa, oltre che di Maurizio Gasparri.
Insomma, il Pdl siciliano appare ormai diviso a metà, ma il partito che si riconosce nell’area Alfano-Schifani e nei coordinatori regionali Giuseppe Castiglione e Domenico Nania, ribadisce, nel documento approvato ieri, che non si sposterà di un millimetro dalla propria linea.
“L’azzeramento della giunta è imprescindibile – scrivono – Chiediamo la convocazione del gruppo e dei responsabili regionali, dal coordinamento nazionale, al fine di poter esprimere la consistenza della posizione di adesione alla linea politica del partito, sia a livello regionale che nazionale”. I firmatari ritengono necessario “ripristinare la coalizione di centrodestra in giunta, compresa l’Udc” ed, infine “auspicano una ricomposizione del partito e del gruppo, fondata sulla recuperata prevalenza dell’unità interna”. G.P.