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Giampiero Tocco fu sciolto nell'acido

Il disegno di una bambina svela:
"Così hanno ucciso papà..."


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Nel 2000 Salvatore e Sandro Lo Piccolo avrebbero rapito Giampiero Tocco, sospettato di aver ucciso Giuseppe Di Maggio, figlio di Procopio, il capomafia di Cinisi. L'uomo sarebbe stato prelevato dalla sua auto di fronte agli occhi della figlia da un gruppo di persone vestite da poliziotti. Poi sarebbe stato portato in una casa di Torretta, sottoposto a "interrogatorio" e strangolato. Il suo corpo sarebbe poi stato sciolto nell'acido. Fondamentali le dichiarazioni dei pentiti del clan

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Rapito sotto gli occhi della figlia, di appena sette anni, sottoposto a "interrogatorio" e poi sciolto nell'acido. Sarebbe questa la fine fatta da Giampiero Tocco, scomparso nel 2000. E dietro ci sarebbero sempre loro, i due ex boss di Tommaso Natale: Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Il movente? Tocco era sospettato di aver ucciso Giuseppe Di Maggio, figlio di Procopio, il capomafia di Cinisi alleato del clan Lo Piccolo.

Il delitto è stato svelato dalle indagini della procura e della squadra mobile di Palermo che avrebbero trovato riscontri alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia vicini al clan. Tocco, che all'epoca dei fatti aveva 38 anni, sarebbe stato sequestrato da persone vestite con divise delle forze dell'ordine all'ingresso della strada che portava alla sua abitazione. I collaboratori hanno dichiarato che alle fasi del rapimento ha partecipato anche Salvatore Lo Piccolo, armato di un mitra, a bordo di una autovettura guidata da Damiano Mazzola, già in carcere per altri reati.

Ad assistere alla scena la giovane figlia di Tocco che ha ricostruito la dinamica del rapimento in un disegno fatto per gli investigatori impegnati nelle indagini sulla scomparsa del padre. I collaboratori hanno dichiarato che sarebbe stato proprio Salvatore Lo Piccolo a decidere il rapimento di Giampiero Tocco. Dopo l"interrogatorio", condotto personalmente dal boss Salvatore Lo Piccolo in un appartamento di Torretta, l'uomo sarebbe stato strangolato dal figlio Sandro. Il cadavere trasportato in contrada Dominici dopo essere stato spogliato dei vestiti venne sciolto nell'acido. Secondo i collaboratori di giustizia, i presunti assassini nell'attesa che il corpo si sciogliesse mangiarono tranquillamente rimanendo fino a notte inoltrata e completarono l'opera bruciando le auto usate per il delitto.

"Questa operazione è il frutto di un sapiente lavoro investigativo della Squadra Mobile di Palermo e dell'importante contributo fornito dai collaboratori di giustizia" ha detto il procurtatore aggiunto Antonio Ingroia, intervenuto alla conferenza stampa con il capo della squadra mobile di Palermo, Maurizio Calvino, e con il questore Alessando Marangoni.