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Operazione antiracket

Il questore Marangoni: "Si allarga
la crepa nel muro dell'omertà"


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estorsioni, imprenditori, marangoni, omertà, palermo, pizzo, questore, racket, Cronaca
"La crepa che si e' creata nella diga del muro di omerta' si va sempre piu' allargando". Cosi' il Questore di Palermo, Alessandro Marangoni, ha commentato, nel corso di una conferenza stampa in Questura, l'operazione che ha portato all'arresto di quattro estortori di esercizi commerciali della zona ovest della citta'.
"Oltre 100 i commercianti e gli imprenditori che negli ultimi 3 anni hanno deciso di saltare il fosso e collaborare con le forze dell'ordine. Un dato che deve incoraggiare a continuare su questa strada. Denunciare si puo', senza rischiare, dal momento che le forze dell'ordine e la magistratura garantiscono risultati esemplari con arresti e condanne definitive. L'assenza dello Stato non puo' essere invocata come alibi da chi decida di non denunciare, lo Stato infatti c'e'. Il racket e l'usura sono reati che non si riescono a contrastare con efficacia senza la collaborazione di chi ne e' vittima".
Dello stesso tenore le dichiarazioni del procuratore aggiunto Antonino Ingroia, che ha ringraziato la Polizia per la professionalita' dimostrata, sottolineando come Palermo stia vivendo un periodo storico costellato da una serie di successi sul fronte della lotta al racket, racket che significa controllo del territorio e dell'economia. Un'inversione di tendenza registrata dal particolare che gli estortori oggi entrano timidamente nei negozi dei commercianti da cui esigere il pizzo. "Lo Stato e' all'altezza della sfida, smettiamo di pagare il pizzo, usciamo allo scoperto e denunciamo", ha detto Ingroia.
"La crepa che si e' creata nella diga del muro di omerta' si va sempre piu' allargando".
Cosi' il Questore di Palermo, Alessandro Marangoni, ha commentato, nel corso di una conferenza stampa in Questura, l'operazione che ha portato all'arresto di quattro estortori di esercizi commerciali della zona ovest della citta'.
"Oltre 100 i commercianti e gli imprenditori che negli ultimi 3 anni hanno deciso di saltare il fosso e collaborare con le forze dell'ordine. Un dato che deve incoraggiare a continuare su questa strada. Denunciare si puo', senza rischiare, dal momento che le forze dell'ordine e la magistratura garantiscono risultati esemplari con arresti e condanne definitive. L'assenza dello Stato non puo' essere invocata come alibi da chi decida di non denunciare, lo Stato infatti c'e'. Il racket e l'usura sono reati che non si riescono a contrastare con efficacia senza la collaborazione di chi ne e' vittima".
Dello stesso tenore le dichiarazioni del procuratore aggiunto Antonino Ingroia, che ha ringraziato la Polizia per la professionalita' dimostrata, sottolineando come Palermo stia vivendo un periodo storico costellato da una serie di successi sul fronte della lotta al racket, racket che significa controllo del territorio e dell'economia. Un'inversione di tendenza registrata dal particolare che gli estortori oggi entrano timidamente nei negozi dei commercianti da cui esigere il pizzo. "Lo Stato e' all'altezza della sfida, smettiamo di pagare il pizzo, usciamo allo scoperto e denunciamo", ha detto Ingroia.