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Lettera al presidente Lombardo

L'handicap e l'assistenza negata


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diritti negati, disabili, lettera aperta, palermo, Cronaca
(Pubblichiamo una lettera inviata al presidente della Regione, Raffaele Lombardo).

Signor presidente,
vorrei portare alla sua attenzione il problema riguardante l´assistenza in
base alla legge 162/98 per le persone portatrici di handicap.
Facendo io parte della categoria,con un doppio handicap,invalida civile al
100% ed anche sordomuta,sono sicuramente uno di quei soggetti che,avendo più
bisogno di assistenza,potrebbe usufruire di tale legge per avere degli indubbi
benefici per una sana e consapevole vita indipendente,nonchè far avere alla
casse dello stato un risparmio non da poco qualora dovessi invece,come potrebbe
succedermi, ricoverare presso qualche struttura pubblica in quanto mio marito
unico altro componente della mia famiglia,potrebbe non più farcela ad aiutarmi
oppure dovesse cercare un lavoro in quanto come lei ben saprà,pensioni ed
indennità che lo stato ci elargisce non permettono a persone come me di avere
una vita dignitosa.
In varie regioni,pur tradendone a volte lo spirito,da anni si attuano le
norme contenute nella legge suddetta,ed in alcuni casi si raggiunge il 100%
dell´assistenza garantita anche a disabili gravissimi come me che abbisognano
di assistenza continuata 24 h su 24.
In Sicilia invece tutto questo ci è precluso.
Eppure sarebbe così semplice da parte degli enti locali emanare direttive che
imponessero sempre la facoltà di scelta alla persona disabile in merito all´
assistenza desiderata invece di calare dall´alto le loro offerte,ancor più
quando queste si sa ,che comportano soltanto aggravi per le spese dello stato e
cattivo funzionamento dell´assistenza che si sviluppa spesso con personale non
formato,che ruota di continuo,e che non può garantire un supporto in orari
extra lavorativi o in giornate festive...come se l´handicap avesse le sue regole
orarie!
Signor presidente io sono disabile da un lunedì all´altro con continuità!Non
posso accettare un intervento di sole sei ore settimanali come aiuto per i miei
bisogni e non posso accettare i contributi che a vario titolo ci vengono
offerti senza soluzione di continuità come fossi una mendicante.
Ho una dignità che voglio preservare e proprio per questo vorrei mi fosse
concessa la facoltà di poter decidere il genere e la qualità dell´assistenza a
me destinata,con la possibilità secondo la legge di decidere io da chi voglio
essere assistita ed in che termini.
Trovo inoltre ingiusto scaricare sempre sulle famiglie il maggior onere dell´
assistenza che compete allo stato ed agli enti locali.
Enti locali che,non hanno soldi,o dicono di non averli,per poi magari
finanziare progetti in tal senso che non vengono portati avanti con lo spirito
di leggi come la 162/98 o la 328/2000,relegando sempre al ruolo di assistiti
senza potere decisionale le persone come me,o altre più famose di me che hanno
di recente fatto sentire la loro voce sulla stessa questione. Voci rimaste
inascoltate per altro,come quella di Salvatore Crisafulli e Gabriella Villari,
rivoltisi direttamente al capo dello stato.
Signor presidente,non è possibile per noi restare calmi ad ascoltare voci che
ci dicono di pazientare,voci che ci dicono di non conoscere la tale o tal´altra
legge,voci che ci dicono di non trovare risposta nell´organo direttamente
superiore per poterne dare conto a noi.
E´ avvilente e mortificante per noi dover sempre chiedere che vengano
garantiti i nostri diritti e non ottenere mai nulla.
Signor presidente io chiedo a Lei di far sentire forte la sua voce emanando
direttive chiare che mettano in evidenza come prima si debba chiedere alle
persone come me il genere di assistenza desiderata e poi in base alle risposte
venga fornito il servizio richiesto e non altro,teso nella maggioranza dei casi
a sviluppare trame perverse di clientelismi vari tra gli enti proponenti e le
associazioni a cui vengono appaltati i servizi.
Come sindacato SFIDA (sindacato famiglie italiane diverse abilità),a cui mi
onoro di appartenere,siamo fortemente impegnati a che ciò avvenga anche nella
nostra amata Sicilia e rimettiamo alla sua autorevolezza un intervento chiaro e
deciso in tal senso.
La ringrazio anticipatamente per tutto ciò che potrà fare.

Cordialmente

Lorena Rosini