Live Sicilia

Blitz a Palermo, le vittime collaborano

Lotta al racket, quattro arresti
Ingroia: "Merito dei commercianti"


Articolo letto 3.586 volte

VOTA
0/5
0 voti

cassaro, palazzotto, racket, semilia, Cronaca
Colpo al racket a Palermo. I poliziotti della “Sezione Criminalità Organizzata” della Squadra Mobile hanno fermato quattro palermitani accusati di tentata estorsione aggravata e continuata:  Giuseppe Cassaro, inteso “Paolo”, di 44 anni,  Domenico Romeo, di 48 anni,  Gregorio Palazzotto, di 32 anni e  Andrea Semilia, di  31 anni.
I provvedimenti emessi dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia - spiegano dalla questura - fanno riferimento a due distinti tentativi di estorsione continuata ed aggravata nei confronti di due esercenti della zona ovest della città.
Un particolare contributo alle indagini è stato fornito dalla collaborazione delle vittime con la polizia. Cassaro e Romeo sono accusati di un tentativo di estorsione al titolare di un panificio aperto da poco nella zona dell’Arenella.Il quadro indiziario a carico dei due è il risultato, oltre che delle precise dichiarazioni rese dal titolare dell’esercizio commerciale, anche delle risultanze delle intercettazioni ambientali.
Cassaro e Romeo - secondo gli inquirenti -  personaggi molto vicini a Vincenzo Troia, recentemente tratto in arresto e riconosciuto come indiscusso capo della famiglia di “Pallavicino” incardinata nel mandamento di Resuttana, avrebbero preteso una “messa a posto”, intimando al titolare di “cercarsi al più presto un amico nel rione” . Palazzotto, personaggio riconducibile al boss latitante dell’Arenella  Gaetano Fidanzati,  è invece accusato di avere indebitamente preteso del denaro dal titolare di una rimessa di barche nel porticciolo dell’Arenella.
Semilia, dal suo canto, avrebbe preteso la messa in acqua del suo gommone ormeggiato nel porticciolo gestito dalla vittima senza pagargli i costi di mantenimento e riparazione. Palazzotto, incaricato direttamente da Semilia di dirimere la questione, avrebbe ripetutamente intimato alla vittima di ottemperare alle pretese di Semilia, pretendendo, altresì, a titolo di pizzo, 15.000,00 euro da destinare alla famiglia dell’Arenella. "Non abbiamo mai registrato un momento cosi' positivo nella lotta al racket delle estorsioni - ha detto Ingroia - che significa controllo del territorio, dell'economia e anche forza che l'organizzazione mafiosa conquista sul territorio e che utilizza anche per i suoi rapporti esterni. Se riusciamo a contrastare la forza sul territorio, soprattutto del racket del pizzo, contrastiamo anche la capacita' che Cosa nostra ha di acquisire rapporti a sfere piu' alte, dalla politica all'economia".