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Scintille tra Mpa e Pdl

L'armistizio si incrina
sul ddl "anti-Lombardo"


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anti lombardo, ddl, Politica
La trattativa tra il Pdl e l'Mpa è una barca che naviga di nuovo in acque perigliose. Sembrava finalmente avere trovato vento favorevole dopo l’incontro tra Raffaele Lombardo e Silvio Berlusconi di martedì notte, ma da ieri pomeriggio il mare è di nuovo in burrasca a causa del disegno di legge presentato dai capigruppo piedillini al Senato che prevede la sostituzione del governatore eletto direttamente dal popolo senza la decadenza dell’Assemblea regionale siciliana.  Al provvedimento, che l'Mpa definisce "anti-Lombardo", è stata, infatti, attribuita la corsia preferenziale ed è stato fissato l’avvio della discussione in commissione Affari costituzionali per la prossima settimana. Nel frattempo, il ddl arriverà anche all'Ars per il previsto parere che, comunque, non è vincolante.
L'accelerazione ha scatenato la protesta di Giovanni Pistorio, senatore autonomista, che lo considera "un atto di ritorsione politica". L'esponente dell’Mpa ha commentato duramente: "Il Pdl va alla trattativa con la pistola puntata contro gli altri, e questo rende impossibile qualsiasi trattativa. All'interno del partito di Berlusconi c’è una dicotomia strana: da una parte il presidente e i coordinatori nazionali che avviano un’apertura responsabile che sembra aprire nuovi scenari; dall’altra al Senato, dove si annida, evidentemente, il nucleo forte di attivisti anti Lombardo, si punta la pistola contro il governatore della Sicilia e i siciliani".
Secondo Pistorio "il ddl non arriverà mai al traguardo" ma sottolinea che "i primi firmatari sono il capogruppo e il vice capogruppo del Pdl al Senato e il presidente della commissione Affari costituzionali, Carlo Vizzini". Insomma, per l’Mpa "è come se lo avesse firmasse tutto il Pdl" ed è un atto dalla “forte valenza politica" contro la quale gli autonomisti promettono di "reagire con le dovute iniziative".
Secca la replica di Vizzini: "Non mi intendo di pistole ma curo il corretto funzionamento delle istituzioni". L’esponente del Popolo delle Libertà si dichiara "dispiaciuto" per le parole di Pistorio definite "una dichiarazione di guerra, destinata non tanto alla mia persona quanto piuttosto ad infuocare il difficile momento  della politica siciliana”. Insomma, per Vizzini mettere il ddl all’ordine del giorno è un atto dovuto per regolamento.  "Ho informato personalmente il senatore Pistorio che il ddl la prossima settimana sarebbe stato incardinato in commissione e che altri due gruppi, Pd e Udc, hanno già preannunciato la presentazione di un proprio disegno di legge – spiega - Gli ho inoltre comunicato che sarà richiesto per tutti i ddl presentati il parere dell’Ars, previsto dallo Statuto della Regione, e che, pur non essendo vincolante, non chiuderò la discussione sul provvedimento prima di due mesi, termine previsto perché sia fornito il suddetto parere". Vizzini ha escluso ogni legame tra la crisi del governo Lombardo e il provvedimento "che è in Commissione da circa venti giorni e dunque, per regolamento, deve iniziare il percorso entro il trentesimo giorno".
Sulla vicenda è intervenuto anche Maurizio Gasparri, presidente del gruppo del Popolo della Libertà. "Nessuna pistola puntata – ha affermato - Si tranquillizzi il senatore Pistorio. Siamo ben consapevoli che è in atto un confronto politico sul centrodestra in Sicilia che ci auguriamo abbia un esito positivo nel rispetto della volontà degli elettori. E’ lecito introdurre la discussione sulle norme ma certamente sarà ancora più importante trovare soluzioni politiche in Sicilia". Oggi nuovo incontro tra Lombardo e Berlusconi, a cena. Potrebbe essere decisivo. G.P.