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Chiesto consiglio comunale straordinario

Palermo, società partecipate
I sindacati: "Un disastro"


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Cgil, Cisl e Uil, in una coferenza congiunta, denunciano lo stato delle società partecipare dal comune di Palermo. Bocciate per: qualità, servizi offerti, situazione dei bilanci, condizione morale, organizzazione delle competenze, troppe esternalizzazioni con personale in esubero, assunzioni clientelari, consulenza, aumento tariffe, numero di cda. Il risparmio sulla loro gestione, calcolato dai sindacati, sarebbe fra i 60 e gli 80 milioni l'anno

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Cgil, Cisl e Uil di Palermo chiedono un consiglio comunale straordinario aperto alle forze sociali e imprenditoriali in cui si presentino il bilancio della città e i piani industriali di rilancio delle società partecipate. "Se il sindaco non è in grado di dare risposte ne tragga le conseguenze", hanno dichiarato oggi nel corso di una conferenza stampa, all'Astoria Palace Hotel, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Palermo Maurizio Calà, Mimmo Milazzo e Antonio Ferro.

I sindacati hanno sottolineato "lo stato fallimentare della gestione privatizzata di tutte le società partecipate del Comune", che hanno bocciato "sul piano della qualità, dei servizi offerti alla città, della situazione economica dei bilanci, della condizione morale, dell'organizzazione delle competenze, delle troppe esternalizzazioni di servizi in presenza di personale in esubero". Inoltre, hanno contestato "le assunzioni clientelari, le consulenze, l'aumento delle tariffe, il numero elevato dei consigli d'amministrazione".

"Bisogna ricondurre le aziende - hanno proposto i segretari di Cgil, Cisl e Uil - a una gestione pubblica, manageriale, con procedure pubbliche di reclutamento del personale e con il taglio ai cda. In questo modo, potremmo ottenere un risparmio dell'Iva tra i 60 e gli 80 milioni, che potrebbero utilizzare le aziende".

"La gestione fallimentare - secondo i sindacati - riguarda oggi non solo l'Amia ma tutte le società partecipate, che hanno già presentato al Comune la richiesta della revisione dei contratti di servizio: l'Amia per 38 milioni di euro, la Sispi per 1 milione, l'Amap per 2 milioni, la Gesip per 10 milioni il primo anno e 20 milioni il secondo anno, Palermo Ambiente per 2,5 milioni di euro".