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Riunione in corso a Palermo

Lombardo: "C'è l'intesa"
Il Pdl: "La giunta? Si vedrà"


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"L'incontro con il presidente Berlusconi è andato molto molto bene. Anzi dire bene pare poco". Così un sorridente Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana, al termine dell'incontro di ieri sera a Palazzo Grazioli a Roma con il presidente del Consiglio e leader del Popolo della Libertà Silvio Berlusconi. Il vertice, iniziato alle 21, è durato circa due ore. Il tempo necessario per "trovare - ha detto Lombardo - un'intesa sulle cose da fare", a cominciare dalla cancellazione del disegno di legge di revisione costituzionale dello statuto della Sicilia che intende introdurre l'istituto della sfiducia costruttiva nei confronti del presidente eletto dal popolo. Un ddl che Lombardo definisce: "stupido e offensivo, che deve essere subito ritirato. E Berlusconi - ha continuato - si è impegnato subito su questo. È stata la prima cosa che mi ha detto. Anche se questa norma non mi spaventa - ha sottolineato il presidente Lombardo - non andrà in porto. È una cosa che non sta nè in cielo nè in terra e sarebbe controproducente per chi l'ha presentata. Berlusconi - ha chiosato il governatore -  anche in questo caso, ha difeso il nostro Statuto e l'interesse della sua parte politica".

I Fas
Poi si è parlato anche di Fas, Raffaele Lombardo ha detto che "bisogna sedersi intorno a un tavolo per capire bene quali sono le osservazioni e quindi licenziarli subito". Il presidente della Regione Siciliana è stato categorico: "non possiamo andare oltre i dieci giorni. Sono pronto a dimostrare, ancora una volta, che sono presenti solo spese per investimenti, niente - ha continuato - sarà concesso alla spesa corrente. Se ci sarà da rettificare qualcosa lo faremo, ma il governo deve licenziare il Fas una volta e per tutte, perché per noi rappresenta una risorsa fondamentale". Lombardo ha anche avuto rassicurazioni sulla "velocizzazione di alcuni disegni di legge in Assemblea regionale che devono avere un maggioranza compatta".

La giunta
Al centro dell'incontro tra il presidente del Consiglio e il governatore siciliano di ieri sera soprattutto la risoluzione del problema legato alla composizione della nuova giunta. "Ne abbiamo parlato - ha detto Lombardo - e posso dire che non verranno intaccati gli equilibri in campo, ma non saranno toccati i nove assessori che ho designato nelle settimane scorse. Il presidente Berlusconi - ha continuato - si è reso conto che revocarli sarebbe stato poco opportuno". Tuttavia, ha sottolineato il governatore, "con il tempo qualche aggiustamento si potrà fare". I nomi in campo, ha spiegato Lombardo, sono quelli emersi nei giorni scorsi, si tratta solo "di definire il terzetto. Nelle prossime ore sentirò qualcuno di loro per trovare una sintesi che mi consentirà di presentare la nuova compagine governativa non più tardi di domani (ndr. oggi).

L'Udc
Il presidente Lombardo ha anche parlato con il premier del rapporto con l'Udc: "non è un problema di nomi, ma di scelte politiche. Hanno remato contro. Abbiamo attuato - ha sottolineato il governatore - un piano di rientro della spesa sanitaria sottoscritto nel luglio 2007 da chi mi ha preceduto, e mi ritrovo
l'Udc nelle piazze e nell'Aula di Palazzo dei Normanni a ostacolarlo, denigrarlo e contestarlo". Insomma per Lombardo il partito di Pier Ferdinando Casini e Toto' Cuffaro "dovrà scegliere se stare dentro o fuori, non è però un problema di preclusione, non ci sono preclusioni". Tra il Cavaliere e Lombardo si è anche discusso di Partito del Sud, ma il governatore è stato molto sibillino. "Ho detto al presidente Berlusconi - ha spiegato Lombardo - che andrò avanti su questo progetto. Ma lui, che è il capo del piu' grande partito nazionale, ha fatto finta di non sentire...". Notizia dell'ultimo minuto: l'Udc ha convocato una conferenza stampa alle 12.

Il Pdl: "Incontro positivo"
"Giudichiamo positivi i risultati dell'incontro tra il presidente del consiglio e il presidente della Regione siciliana, nel corso del quale sono stati affrontati i problemi inerenti l'assegnazione dei fondi Fas e altre questioni importanti riguardanti lo sviluppo economico e sociale della Sicilia. Per quanto riguarda invece la composizione della nuova giunta regionale ed il ritiro del disegno di legge di riforma dello statuto siciliano, saranno i coordinatori nazionali del Pdl a confrontarsi con il presidente Lombardo, anche nella sua veste di leader del Mpa, con l'obiettivo di dare il via al rilancio politico e programmatico di una rinnovata amministrazione regionale". Lo affermano - in una nota - i coordinatori nazionali del Pdl, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini.