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Il convegno "Mafiosi eroi o criminali" a Palermo

La mafia in pellicola? Ingroia:
"Può vanificare tanti sforzi"


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"La cultura della legalità costruita con fatica rischia di essere vanificata dalle fiction e dal cinema che veicolano una mitizzazione della mafia". Una denuncia forte quella con cui Antonio Ingroia, procuratore aggiunto alla procura di Palermo, apre i lavori del convegno "Mafiosi eroi o criminali", nella sede della società di Storia patria a Palermo. Promosso dalla Fondazione del Banco di Sicilia e dal network internazionale "Images of justice" la due giorni si interrogherà sulle rappresentazioni della criminalità nel cinema italiano ed americano. A confrontarsi saranno docenti universitari, magistrati, registi e sceneggiatori.

"In Italia la mafia è stata sempre raccontata attraverso il punto di vista della vittima, vedi 'I Cento Passi' su Peppino Impastato o 'Alla luce del sole' su don Pino Puglisi. L'altra visione è quella degli antagonisti istituzionali: poliziotti o magistrati che a sua volta diventano vittime". Esordisce così Gianni Canova critico cinematografico e docente dello Iulm di Milano. "Ben diversa invece la rappresentazione del criminale nel cinema americano, qui i mafiosi sono eroi criminali, vedi 'Scarface' con al Pacino o 'Il Padrino', che ha tratti indubbiamente carismatici", conclude lo studioso. "Ma gli Usa hanno saputo anche produrre i 'Sopranos' - incalza Ingroia - uomini che pur criminali hanno in realtà una vita difficile e devono persino ricorrere ad uno psicologo. Un modo di raccontare decisamente maturo scevro da mitografie".

Nel corso del dibattito è stata presentata una ricerca condotta su 900 studenti di Bergamo e di Cinisi (Pa), interrogati dai ricercatori dopo la visione di un film di mafia. I risultati sono molto differenti sia sulla percezione del fenomeno mafioso sia sulla decisione di combatterlo. Gli studenti siciliani sono decisamente disicantati sulla possibilità di una reale sconfitta, "spesso si sono trovati al bar con chi poi è stato arrestato il giorno dopo e quindi pur essendo un fenomeno brutto, cattivo sgradevole la mafia resta difficile da descrivere ma in qualche modo si può giustificare il vecchio padrino che proteggeva, aiutava era vicino alla gente". L'amarezza e la rassegnazione pervade tutte le risposte degli studenti che però danno una visione positiva della magistratura e dell'impegno dello stato".

La due giorni continuerà con proiezioni di film e documentari e con tavole rotonde in cui si proverà ad oltrepassare i classici stereotipi sulla criminalità e sugli spettatori dei gangster movies. Tra gli ospiti il giornalista Enrico Mentana, i registi Pasquale Scimeca e Marco Amenta. Domani si trasferisce a Villa Zito, in via Libertà nella sede della fondazione del Banco di Sicilia.