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Diario della crisi (8)

Mentre a Roma erano al dolce
a Palermo si moriva di "pititto"


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Che poi sarebbe la metafora maccheronica del celebre motto "Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur" (mentre a Roma ci si consultava, Sagunto veniva espugnata). Ma quella frase fu usata da un coraggioso cardinale, in una migliore occasione e per una lotta più grande ("Non è Sagunto, è Palermo. Povera la nostra Palermo"). Dunque, per parlare di crisi regionale non ci pare il caso di scomodarla. Resta la metafora appunto. Rozza quanto si vuole, nell'immaginare le portate e le parole di Palazzo Grazioli (ci sarà stato il pollo?), a dispetto di una regione che sta precipitando nell'abisso della carestia economica e sociale, mentre la maggioranza che dovrebbe governarla è troppo impegnata a litigare. Eppure, in tanta rozzezza, cominciamo a cogliere la rabbia delle persone, anche di tanti lettori di livesicilia. Che vorrebbero una risposta, o almeno un tavolo tecnico, o almeno un simposio, sui pericolosi problemi elencati da Giovanna Pirrotta nel suo pezzo. Una bicchierata sui fondi Fas al bar sotto casa (ma quale bar, a Palermo, o a Catania? E ricomincerebbero a litigare). Una riunione condominiale di capigruppo sul "Pititto". E invece dobbiamo accontentarci delle spiate sul menu e sulle chiacchiere alla mensa del Cavaliere, in una spirale che sembra non avere fine. Noi speriamo che a Palazzo Grazioli sia maturata una buona intesa per i siciliani, un accordo che regga davvero. Nel frattempo, possiamo dirlo: il presunto pollo, su quella tavola, ha oggi più che mai la faccia di un popolo deluso. Il pollo siamo noi.