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LA FIAT DI TERMINI. Mastrosimone: "Sarà lotta dura"

Rimossi i blocchi, la protesta prosegue
Gli operai radunati davanti ai cancelli


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fiat, lavoratori, mastrosimone, protesta, Cronaca
Esplode la protesta alla Fiat di Termini Imerese. Stamane gli operai dello stabilimento siciliano non sono entrati in fabbrica. Stessa cosa per l'indotto.
Pochi minuti fa sono stati rimossi i blocchi nella stazione ferroviaria di Fiumetorto e nell'autostrada A19 Palermo-Catania, organizzati stamane per protestare contro il piano di riconversione dello stabilimento siciliano.
Due treni, provenienti da Campofelice e Cefalu' e diretti a Palermo, sono stati sostituiti con pullman. Mentre l'Intercity Palermo - Roma, ha maturato un'ora di ritardo.
Gli operai adesso si sono radunati davanti ai cancelli della Fiat, dove prosegue la protesta. Le iniziative di lotta, come reso noto dai sindacati, proseguiranno anche nel pomeriggio.

Stamattina i cancelli erano stati presidiati dai lavoratori che, subito dopo un'assemblea, hanno deciso di incrociare le braccia. Alcuni degli operai si sono diretti in corteo presso la vicina stazione di Fiumetorto e, intorno alle 8.30, hanno bloccato la circolazione ferroviaria. Altri lavoratori, invece, si sono diretti sull'autostrada A19 Palermo-Catania, dove stanno distribuendo volantini in cui si spiegano le ragioni della protesta.

"E' la risposta - dice  all'Italpress il responsabile sindacale della Fiom Cgil, Roberto Mastrosimone - al piano industriale della Fiat, ma anche vuole essere una sollecitazione al governo regionale e nazionale perché  si schierino al nostro fianco in difesa dei posti di lavoro e sostengano il rilancio dello stabilimento termitano. Se non si cambia il piano industriale la lotta sarà ancora più dura. Non ci rassegniamo all'idea che non si dovranno più produrre auto a Termini Imerese".