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Ars, l'Udc: "Opposizione vigile"

"Raffaele, la crisi c'è per colpa tua..."


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ars, dibattito, lombardo, Politica
L’Udc non presenta l’annunciata mozione di sfiducia al presidente della Regione ma promette un’opposizione “vigile ed attenta”, invita il Pd ad essere “lineare” al suo ruolo ed il Pdl “a prendere le distanze” da Raffaele Lombardo “per non esserne complice”.
Il provvedimento di censura contro il capo dell’esecutivo avrebbe dovuto essere sottoscritto da almeno diciotto parlamentari. Gli scudocrociati, però, all’Ars contano soltanto dodici parlamentari. Così, ieri pomeriggio, il dibattito si è limitato alle repliche alla relazione del presidente della Regione sulla crisi del governo e sulla formazione del nuovo governo.
A prendere la parola in aula per conto dei democristiani è stato Toto Cordaro, vice presidente del gruppo. “Abbiamo ascoltato dal capo del governo il lungo elenco dei drammi della Sicilia – ha dichiarato Cordaro - ma il presidente non ci ha detto nulla sull’anomala crisi dell’esecutivo che si è svolta in piena campagna elettorale e sulla necessità di dar vita ad una nuova giunta. Ci saremmo aspettati che spiegasse chi e perché ha remato contro”. Secondo l’esponente dell’Udc, Lombardo “ha tradito il voto dei siciliani e non ha mai difeso l’isola al Parlamento nazionale” ed ha citato il caso del federalismo fiscale. “Non posso credere che Lombardo non sappia che il 20 per cento dell’Iva che finiva nella casse della Sicilia su tutti i prodotti venduti – ha aggiunto Cordaro - adesso andrà nelle casse della Lombardia e del Veneto, con la perdita di miliardi di euro”.
Per l’Udc “Lombardo ha parlato di rifiuti, precari, Fiat, crisi delle imprese, forestali e formazione senza dare uno straccio di soluzione, limitandosi a slogan. Insomma, altro che riforme, risanamento e legalità, ci sono solo approssimazione, proclami e populismo. Il presunto risanamento è stato avviato farcendo i gangli dell’amministrazione con i segretari provinciali del suo partito, famigli e candidati non eletti dell’Mpa”. Quindi, Cordaro, per conto dell’Udc, ha promesso un’opposizione “vigile ed attenta”, ha sollecitato il Pd “ad essere lineare con la propria posizione” ed il Pdl “a prendere le distanze da Lombardo per non esserne complici”.
Ha rincarato la dose il collega di partito ed ex assessore all’Industria, Pippo Gianni. “In tre mosse Lombardo ha azzerato le speranze dei siciliani – ha aggiunto - Con la nomina di Bob Leonardi per la gestione delle risorse comunitarie sono stati persi cinque mesi e 400 milioni di euro. Con la seconda mossa, a marzo, sono stati sostituiti otto direttori generali tra i migliori che c’erano. Con l’azzeramento della giunta, la terza mossa, ha paralizzato definitivamente la Regione”. Infine, l'affondo di Rudy Maira (nella foto): "Abbiamo affrontato questo dibattito d'aula con la sensazione di avere assistito ad un reality politico in cui il presidente Lombardo è stato assoluto protagonista. Ma la realtà è un'altra cosa: la Sicilia esce da questa crisi fortemente penalizzata con un giunta priva di peso politico. Abbiamo vissuto settimane - ha continuato Maira - in cui in parecchi, tra i deputati di questo parlamento, siamo finiti nella personale black list di Lombardo. Ora però il presidente ci dica finalmente chi ha remato contro il suo governo, ci dica quando e come è successo".
Poi il presidente dei deputati Udc ha detto, rivolgendosi al capo del governo regionale: "Raffaele pensa per un attimo che se c'è stata crisi, anche tra chi ti è amico come me, è forse anche per colpa tua".