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L'aeroporto palermitano

Boccadifalco base della Protezione Civile
Firmato l'accordo tra Regione ed Enac


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L'aeroporto di Boccadifalco diventa oggi la base aerea regionale della Protezione Civile. A stabilirlo è la convenzione, siglata stamattina a Palermo, tra la Regione Siciliana e l'Enac, l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile. A sottoscrivere il documento erano presenti l'assessore regionale con delega alla Protezione Civile Gaetano Armao, e il presidente dell'Enac Vito Riggio. Costruito nella prima metà degli anni '20 del secolo scorso, lo storico aeroporto Emanuele Notarbartolo è tra gli scali più antichi del Paese, e la sua storia ha conosciuto momenti di gloria altalenante che ne hanno caratterizzato i quasi novant'anni di vita. Un mancato successo dovuto sia a problemi interni che non consentono un adeguamento importante della struttura (la pista non può essere allungata perchè letteralmente "affogata" tra i palazzi), sia esterni riconducibili soprattutto ad un progetto urbanistico che di fatto isola la borgata di Boccadifalco dal resto della città.

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Base aerea del Distaccamento Straordinario A.M. dell'Aeronautica Militare Italiana fino al 31 gennaio 2008, da oggi l'aeroporto ospiterà dunque i Canadair CL-415, la S.O.R.I.S. (Sala Operativa Regionale Integrata per la Sicilia), la stazione meteorologica e la scuola di formazione per i volontari, che accoglierà personale da tutto il bacino del mediterraneo, e fungerà anche da hub per un servizio di aerotaxi.
"Oggi prende avvio un nuovo ciclo per l'aeroporto di Boccadifalco - spiega il presidente dell'Enac Vito Riggio -. Questa convenzione, infatti, restituisce all'impianto palermitano un ruolo importante in ambito civile dopo anni di quasi abbandono". Entusiasta della convenzione anche l'assessore Armao che dice: "E' già in corso in queste ore il trasferimento dei velivoli della Protezione Civile ospitati fino a ieri negli scali di Trapani e di Catania. La trasformazione dello scalo di Boccadifalco in base aerea per la Protezione Civile  - continua Armao - implica un abbattimento importante di costi di gestione, con un risparmio per le casse dello Stato di circa 700mila euro annui". Una diminuzione della spesa che, però, deve essere accompagnata da una trasformazione dell'impianto urbanistico delle zone limitrofe, come spiega Vito Riggio:"Trasformare quell'area demaniale in vero e proprio quartier generale per Forze dell'ordine e Protezione Civile implica sì un notevole risparmio in termini di costi, ma occorre che chi vigila sullo sviluppo del piano urbanistico - conclude il presidente dell'Enac - si assicuri che la zona venga collegata meglio con il resto della città".