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Discutono nel segno del Sud

Cracolici + Miccichè
Nasce la strana coppia


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cracolici, micciché, sud, Politica
La strana coppia dialoga ma non concorda. L’ipotesi di creare un Partito del Sud è stata al centro di un confronto pubblico tra Gianfranco Micciché, il sottosegretario ribelle del Popolo delle libertà, e Antonello Cracolici, capogruppo del Partito democratico. Di fronte allo splendito scenario del mare al tramonto che si può ammirare dal palchetto della Tonnara Bordonaro di Vergine Maria, ieri pomeriggio, i due esponenti politici di maggioranza e opposizione, hanno dissertato a lungo sulle prospettive dell’isola nel corso della presentazione di Demos, l’associazione dei Democratici siciliani creata dal Pd.
“Micciché ipotizza un partito del Sud e lo ritiene inevitabile? Io penso che sia una pericolosa scorciatoia – ha detto Cracolici – Non serve un nuovo partito del sud, ma più sud nei partiti. Per modernizzare il Mezzogiorno, piuttosto, ci vuole invece un’alleanza, non per un nuovo governo o per una diversa maggioranza, bensì un’alleanza di intenti per dare autorevolezza al sud e che sia fondata su due obiettivi: la liberazione dall’invasività del sistema politico nella pubblica amministrazione ed il rafforzamento della legalità. In altri termini, una pubblica amministrazione più debole e una legalità più forte”. E secondo l’esponente del Pd, proprio Demos può essere quello “spazio capace di conquistare un canale di dialogo”.
Dal canto suo l’illustre ospite della maggioranza, ha avviato il dibattito con una autocritica. “C’è un centrodestra troppo forte ed in queste condizioni è facile che l’opposizione interna venga fuori” ha dichiarato Micciché riferendosi alle lacerazioni del Popolo della Libertà.
Alla domanda su cosa sia il Partito del Sud e se potrebbe servire a Berlusconi, rivolta dal moderatore, il giornalista Felice Cavallaro, il sottosegretario ha risposto: “Mi chiedete cosa sia il partito del Sud? Non ne ho la più pallida idea, ma so che c’è un movimento culturale, un dibattito, un processo che si sta muovendo e che i partiti nazionali non sono attenti a queste istanze. Non me ne frega niente se può essere utile a Berlusconi, mi importa se è utile ai siciliani. Non sono il mastino messo a guardia delPdl”. Micciché ha fatto riferimento alla nascita della Lega Nord, spiegando che non è stata creata “per spaccare l’Italia” bensì per “rappresentare il territorio”. “Non utilizzare l’esperienza del partito di Bossi – ha concluso - sarebbe una follia. Potere copiare le loro mosse è un’agevolazione”.
Insomma, ad unire esponenti dell’attuale maggioranza e dell’opposizione in Sicilia, per Micciché, sarebbero le questioni concrete che riguardano l’isola. “Io e Cracolici – ha aggiunto – ogni mattina controlliamo se il governo nazionale ci ha girato i fondi Fas. Non avere le somme necessarie per finire un’autostrada non è né un problema di destra né di sinistra”.
A proposito di fondi sprecati, il moderatore ha fatto riferimento alle somme che in questi anni sono state girate all’Amia, l’azienda muncipalizzata per l’igiene ambientale oggi sull’orlo del fallimento.
“Mi viene da vomitare – ha replicato Micciché – al pensiero che per risanare i suoi debiti lo Stato possa dare 40 milioni di euro al mese senza nemmeno un piano di risanamento”.
“La verità – è intervenuto Cracolici - è che l’attuale coalizione non è più in grado di governare. Leontini e Lombardo fanno finta di non capire che è entrato in crisi un modello. Il centrodestra, dopo quindici anni, non è più in grado di risolvere i problemi di questa regione. Fino ad oggi, il patto che li ha tenuti insieme era la redistribuzione delle risorse. Oggi sono chiamati a fare tagli e riforme e scelte impegnative. Di fronte a queste sfide il centrodestra è saltato".