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CRONACHE PARLAMENTARI

Che notte quella notte


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diego cammarata, raffaele lombardo, Politica
Dunque, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha incontrato - come riportano le cronache - il sindaco di Palermo, Diego Cammarata. Di notte. Siccome il governatore ha una bella faccia da film horror (vittima o carnefice, va bene tutto), immaginiamo atmosfere cupe e gotiche, una trattativa politica in un maniero della Transilvania, con Pippo Enea (ha il fisico del ruolo) a suonare l'organo in sottofondo, con la posa di Vincent Price nelle spoglie dell'abominevole dottor Phibes e con tanto di macabra e cavernosa sghignazzata (uà uà uà). E di cosa avranno discusso, politica a parte? Ecco, francamente non sappiamo immaginare commensali più diversi. Raffaele al primo banco col libro di geografia aperto e un volume clandestino sotto, con la storia dei separatisti siciliani, Diego a tirare coppini di carta insalivati da dietro nell'ora di educazione civica. L'uno legato al sacramento del potere da usare forse come servizio, ma da usare comunque. L'altro milteassolto a Cuneo, più avvezzo - nella fantasia del suo popolo - alle dolcezze di una giornata di sole, capace di stare a capo chino sulle sudate carte, però senza troppo giubilo. E chissà come erano vestiti, dettaglio importante visto che l'abito presenta il monaco. Fantasticando, Raffaele con la maglietta del Catania con su scritto "Mascara", o magari con un vecchio distintivo autonomista appeso alla giacchetta, o con un nobile monocolo al posto degli occhiali. E Diego? Bè, almeno su questo non v'è dubbio alcuno. Nel bene o nel male, che vi piaccia o no, dai capelli alla punta dei mocassini, Diego è sempre uguale a Cammarata.