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Palermo, operazione della Dia

Arrestato il 'mago' degli occhiali:
"E' prestanome di un boss"


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Vendeva occhiali e montature con i prezzi più bassi di tutta la città e davanti i suoi negozi c'erano sempre lunghe file. Agenti della Dia hanno arrestato stamane Giovanni Borruso, accusato di essere il prestanome e di riciclare il denaro sporco di Mario Martello, uomo d'onore di San Giuseppe Jato che sconta l'ergastolo per vari reati. Pur non essendo un affiliato a Cosa nostra, l'ottico avrebbe gravitato attorno alla famiglia di corso dei Mille grzie alle sue parentele con Pietro Senapa e con il latitante Antonino Lauricella della Kalsa, "U' scintilluni"

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Vendeva occhiali e montature con i prezzi più bassi di tutta la città e davanti i suoi negozi c'erano sempre lunghe file. Giovanni Borruso, imprenditore palermitano, è stato arrestato stamane da agenti della Dia (Direzione investigativa antimafia) per intestazione fittizzia di beni. L'uomo, titolare di una catena di ottiche, è ritenuto "vicino a Cosa nostra". L'ordinanza è stata firmata dal gip di Palermo su richiesta del sostituto procuratore Roberto Scarpinato che dirige il dipartimento mafia-economia alla Dda del capoluogo. Perquisizioni sono ancora in atto. Il giudice ha anche disposto il sequestro del punto vendita di via Aurispa, alla Noce, dal valore di 400 mila euro.

Borruso vanterrebbe familiari inseriti nella famiglia mafiosa di corso dei Mille. Pietro Senapa e, soprattutto, Antonino Lauricella, detto "u' scintilluni", di cui è cognato. L'ottico, pur non essendo un "uomo d'onore" - si apprende da fonti investigative - avrebbe gestito i "soldi sporchi" di Mario Martello, uomo della famiglia di San Giuseppe Jato che sta scontando l'ergastolo per associazione mafiosa, omicidio, rapina, sequestro di persona e possesso di armi.

Gli investigatori sono giunti a Borruso analizzando la corrispondenza fra questi e il suo presunto socio occulto Martello.