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Denunciati "picchettaggi selvaggi"

Vertenza Fiat, è scontro tra sindacati
La Fim Cisl non aderisce alla protesta


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cgil, cisl, fiat, protesta, sindacati, Cronaca
Scontro tra sindacati nel bel mezzo della vertenza Fiat. La Fim Cisl non ha aderito alla terza giornata di protesta che oggi ha visto una adesione pressochè totale dei lavoratori.E dal sindacato cislino sono arrivate accuse di violazione della "democrazia sindacale" per via di "intimidazioni" e "picchettaggi selvaggi" posti in essere dagli scioperanti.
"Mi meraviglia che Picciurro assumendosi una responsabilità non secondaria arrivi a sostenere che l'ordinaria presenza davanti ai cancelli nel corso di uno sciopero sia sinonimo di 'picchettaggio selvaggio'. Non c'è stato nessun picchettaggio selvaggio ma solo la normale presenza, non diversamente da quanto è stato fatto nelle giornate precedenti insieme alla stessa Fim Cisl". Risponde così Giovanna Marano, segretaria regionale della Fiom Cgil alle accuse del segretario dei metalmeccanici della Fim Cisl Salvatore Picciurro, che ha parlato di "picchettaggi selvaggi" e "intimidazioni" in occasione dello sciopero allo stabilimento Fiat di Termini Imerese e nelle aziende dell'indotto. Alla protesta non ha aderito la Fim Cisl, ma gli scioperanti oggi hanno presenziato all'ingresso della fabbrica.
"Le decisioni sullo sciopero sono state prese collegialmente ed insieme ai lavoratori - aggiunge Marano -. Decisioni che immotivatamente la Fim Cisl ha revocato nella giornata di ieri. Reputiamo il passo indietro della Fim Cisl sbagliato perchè introduce divisioni e auspichiamo la ripresa dell'iniziativa unitaria nella vicenda Fiat. Con pacatezza diciamo che di fronte alla compattezza dei lavoratori e alla mobilitazione delle parti politiche assumersi la responsabilità della rottura sindacali può solo spianare la strada alle decisioni prese dalla Fiat", conclude il segretario dei metalmeccanici della Cgil.
Quanto all'esito di questa terza giornata di sciopero, Roberto Mastrosimone della Fiom Cgil afferma che "nessuno è andato a lavorare, né stamattina né nel pomeriggio". Stasera alla 22 con l'inizio del turno notturno i lavoratori torneranno in fabbrica. "Ma le iniziative non finiscono qui", precisa Mastrosimone. I lavoratori contestano la decisione annunciata dalla Fiat di non produrre più automobili a Termini dal 2012.
Oggi il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo ha espresso il suo " appoggio, pieno e formale, ai lavoratori", affermando che "il Governo nazionale, che interloquisce autorevolmente con la Fiat, non sta pretendendo chiarezza dall'azienda torinese''. ''Piuttosto che parlare di una riconversione piu' o meno vaga - ha proseguito il governatore -, la Fiat ci dica che intenzioni ha".
''Noi - ha aggiunto - non abbiamo gli strumenti per 'afferrare' la Fiat. Ma quest'ultima non può non rendere conto al Governo centrale, con cui ha rapporti di collaborazione che comportano investimenti".