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Rita Borsellino: "Nessun accordo con Udc e Mpa"

"Lombardo ha fallito
Dovrebbe dimettersi"


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"Lombardo? Dovrebbe dimettersi". Per Rita Borsellino non ci sono dubbi. La valutazione sull’opera del Governatore non ammette esitazioni. E guardata da Strasburgo o da Palermo, l’immagine della Regione Siciliana non cambia poi molto: è quella di una pentola costantemente in ebollizione. Di una macchina inefficiente.
“Non credo che il Governo potesse fare peggio di così”, incalza l'europarlamentare, dipingendo un esecutivo in equilibrio precario sul filo di maggioranze e diktat, di correnti, propositi, alleanze.
Alleanze che non vedranno protagonista il Pd: “Nel centrodestra non è cambiato nulla”, precisa, spegnendo le voci di un avvicinamento di Cracolici a Micciché sotto l’egida di un partito meridionalista. E rispendendo al mittente i progetti di intesa con l’Udc, partito col quale, seguendo strade diverse, i democratici hanno finito per condividere i banchi dell’opposizione.

Rita Borsellino, negli ultimi mesi la Regione ha subìto una serie di scosse e spostamenti. Cosa rimane, dopo il polverone?
“Siamo dinanzi a una situazione, come ho ribadito più volte, di totale paralisi amministrativa e legislativa, in cui non sono chiare le ragioni della crisi, né come si è arrivati alla formazione di questo nuovo governo”.

Quali sono, secondo lei, gli effetti di una situazione politica così instabile?
“La Sicilia e i siciliani stanno pagando un prezzo altissimo: i fondi Fas che non arrivano, la Sicilfiat e il suo indotto che rischiano di chiudere, gli interventi su trasporti e infrastrutture che non decollano. Insomma, un totale fallimento”.

Ma c’è una nuova giunta da pochi giorni al lavoro. Cosa possiamo aspettarci dal nuovo esecutivo?
“Voglio sottolineare che la nuova giunta s’è formata senza avere la maggioranza all’Ars. Peggio di così, non penso Lombardo e il centrodestra potessero fare. Per questo, sarebbe bene che il presidente della Regione rassegnasse le dimissioni”.

Nella formazione del nuovo governo ha pesato la forza politica di Gianfranco Micciché, sostenuto, come precisato dallo stesso sottosegretario, da Marcello Dell’Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Come si concilia questa situazione col ruolo in giunta dei giudici Russo e Chinnici?
“Le ragioni della crisi del governo regionale sono del tutto oscure, a me come alla gran parte dei siciliani. Non entro nelle scelte personali di persone che conosco e rispetto, come Russo e Chinnici. Questa domanda  va posta a loro”.

Cracolici incontra Micciché. Lombardo parla di un Partito del Sud che deve andare oltre la logica degli schieramenti. C’è spazio per un’alleanza, magari a medio termine, tra il Pd e i partiti tradizionalmente schierati nel centrodestra?
“Le alleanze si fanno dinanzi a progetti comuni e valori etici condivisi: se non ci sono questi presupposti non si può parlare di alleanze”.

E questi presupposti non ci sono?
“Io penso non sia cambiato nulla né in seno all’Udc, né nell’Mpa. Non vedo, quindi, come si possa parlare di accordi con il Partito democratico”.