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Un'assemblea sul bilancio sfocia in contestazione

Festino, Idv attacca il sindaco:
"Non è un cittadino di Palermo"


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, Cronaca
"Viva Palermo e Santa Rosalia". A pronunciare il tradizionale urlo liberatorio che la folla palermitana indirizza alla Santuzza nei giorni della festa è una bambina tunisina, nell’aula consiliare di Palazzo delle Aquile. E' il messaggio di "integrazione e affetto" nei confronti di Palermo scelto da Italia dei Valori in polemica con un "Primo cittadino che si rifiuta di essere cittadino di questa città". L’occasione è data da un'assemblea sul bilancio partecipativo nella quale sono intervenuti il senatore Fabio Giambrone, Commissario regionale dell’Italia dei Valori, il portavoce nazionale Leoluca Orlando e il capogruppo al Comune Fabrizio Ferrandelli.
All'iniziativa organizzata dall'Idv c’erano anche, tra gli altri consiglieri, Antonella Monastra e Nadia Spallitta, del gruppo "Un'altra storia".  L’analisi dello strumento e l'affollata assemblea cittadina si sono trasformati in una sorta di controinformazione e dibattito sull'operato dell'amministrazione Cammarata.
Lo strumento del bilancio di previsione, già previsto dalla legislazione vigente, serve a individuare le risorse necessarie per finanziare regolamenti in materia di interventi abitativi, assistenza economica, domiciliare, ai minori e altro ancora. "Lo scorso anno durante la sessione di bilancio abbiamo presentato un emendamento approvato all’unanimità per l’attivazione del processo del bilancio partecipativo -  ha detto Ferrandelli- ma ad oggi i competenti uffici non hanno ancora adempiuto compiti e funzioni stabiliti dal Consiglio". La partecipazione dei cittadini all’iniziativa si realizza con le assemblee di quartiere, organi politici – territoriali composti da non più di 600 residenti in cui si articola ogni circoscrizione della città. Per dare concreta attuazione al bilancio partecipativo, però, occorre che il regolamento sia approvato entro il prossimo 30 ottobre. Per questo, il 15 settembre verrà presentata una petizione al Comune ed entro i 10 giorni successivi i gruppi consiliari interessati presenteranno una proposta di deliberazione sull’iniziativa.  Nel mirino, per la mancata attuazione del regolamento e per i problemi non risolti in città, l’amministrazione Cammarata. "Guardiamo con commiserazione chi, da sindaco, si rifiuta di essere cittadino di questa città, mentre una bambina tunisina grida con orgoglio il suo affetto e la sua appartenenza a Palermo", ha detto Orlando. "Palermo è una città che qualcuno vorrebbe cieca", ha continuato il portavoce nazionale dell’Idv e, in riferimento al processo sui presunti brogli alle elezioni comunali del 2007, ha aggiunto: "Quando arriveranno le sentenze e diranno che questa amministrazione è abusiva anche i ciechi saranno costretti a vedere". Anche quest’anno il sindaco ha scelto di non salire sul carro di Santa Rosalia per il tradizionale augurio alla città. "Non mi va che le proteste avvelenino anche la sera del Festino nell'unico giorno all’anno dedicato ai palermitani", ha detto Cammarata. E intanto proprio ieri mattina il sindaco, arrivato a Palazzo delle Aquile, è stato oggetto di una breve contestazione improvvisata da una piccola folla di persone presenti in piazza Pretoria. Il tempo di una breve apparizione, tanto è bastato per accendere subito gli animi degli scontenti, al punto da fargli optare un'uscita da una porta secondaria del Palazzo di città.