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Il Festino immaginario

Mi svegliai e la peste non c'era più...


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andrea tuttoilmondo, festino, peste, santa rosalia, Cronaca
Devo essermi addormentato. Fuori dalla finestra il buio di questa rovente notte d'estate è violentato da lampi di luce. Tonfi sordi di fuochi d'artificio scuotono i vetri al ritmo sincopato di un cuore in perenne affanno. Per strada un coro di migliaia di voci: "Viva Palermo e viva Santa Rosalia, viva Palermo e viva Santa Rosalia". Già, viva Palermo e viva Santa Rosalia... Una formula che ricorda tanto lo "Scurdammoce o passat" partenopeo.
Ma sì, ci sto: proviamo a scordarlo anche noi, almeno per un istante, questo tanfo di munnizza che ci assale aprendo il portone di casa. Scordiamoci di quell'avviso nella buca delle lettere che ci condanna senza appello all'ennesimo rincaro, dimentichiamo quelle ore perse ad aspettare un autobus che non passa mai, scordiamoci queste strade così pericolose e disordinate. Scordiamoci il lavoro che non c'è, e dimentichiamo persino la moglie del vicino di casa che alle tre di notte passa l'aspirapolvere facendo tremare il nostro soffitto. Facciamo un bel condono e ricominciamo tutto daccapo.
Proviamo ad immaginare qualcosa di diverso. Pensiamo a come potrebbe essere, se solo lo volessimo, la realtà. Apriamo il rubinetto della cucina e facciamo scorrere acqua fresca e cristallina. Spalanchiamo le finestre assaporando appieno l'odore inebriante del gelsomino che, ve lo giuro, esiste ancora. Perdiamoci con lo sguardo oltre quell'orizzonte fatto di cemento, lì dove il mare azzurro bagna i piedi a monte Pellegrino e alla "Santuzza" che ci sta sopra. Chiudiamo gli occhi e condividiamo con Sergio, Lorenzo, Emanuele e Giuseppe, i loro sorrisi recisi sull'asfalto. Aggrappiamoci con tutte le nostre forze a queste immagini e facciamole nostre, perchè Palermo non è bella solo nei nostri sogni: Palermo diventa bella solo quando lo desideriamo realmente. Quando ci svegliamo davvero e la peste non c'è più.