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Parla Ayala, ex del pool antimafia

"Borsellino incontrò Nicola Mancino"


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ayala, mafia, stato, trattativa, Cronaca
"Sembra accertato che Cosa Nostra abbia tentato di avviare una trattativa e non lo Stato. Trattativa che non è andata a buon fine per Cosa Nostra. Cosa è accaduto nel dettaglio è compito dei magistrati capirlo grazie agli accertamenti che verranno fatti. Ma insomma francamente mi sento di escludere l'ipotesi che questa trattativa abbia avuto uno sbocco positivo". Lo dice ad Affaritaliani.it Giuseppe Ayala, componente del pool antimafia di Palermo che negli anni Ottanta rappresentò l'accusa nel maxiprocesso a Cosa Nostra e grande amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Ayala invita poi a "non enfatizzare" le parole del boss Totò Riina sulla strage di via D'Amelio. "Vanno prese con le pinze - dice -. Anzi neanche le pinze bastano. Il problema vero è che Riina non ne può più del 41 bis. Perché è da 16 anni in carcere, si avvicina alla soglia dei 80 anni e puntualmente gli rinnovano il regime duro. Questo è probabilmente un tentativo per cercare di inserire una novità nelle indagini che possa in qualche modo ritenere ammorbidita la sua posizione e quindi agevolare una revisione del 41 bis. Penso che sia molto corretto andarlo a interrogare ma non coltiviamo nessuna illusione che possa venire fuori qualche elemento processuale valido. Se non il tentativo di
scagionarsi".

Poi l'ex magistrato parla del famoso incontro di Paolo Borsellino con l'allora ministro dell'Interno, Nicola Mancino. "Io ho parlato con Nicola Mancino - dice ad affaritaliani.it - , per diversi anni collega al Senato, lui ha avuto un incontro con Borsellino del tutto casuale il giorno in cui Mancino andò in Viminale per prendere possesso della sua carica al Ministero". Ma Mancino continua a negare l'incontro. "Ma lui mi ha detto che lo ha avuto. Mi ha fatto vedere anche l'agenda con l'annotazione. Ma francamente non ho elementi per leggere la dietrologia di questi incontro. C'era Borsellino che parlava con il capo della polizia di allora che era Parisi. Parisi gli dice che c'era Borsellino e se voleva salutarlo. Mancino rispose 'si figuri', lo ha accompagnato nella sua stanza, in mezzo ad altre persone, e ci fu una stretta di mano. Non ho alcun elemento per pensare che il ruolo di Mancino fu un altro. E in ogni caso con la scomparsa dell'agenda rossa faccio fatica a trovare il collegamento. E sono certo che l'agenda è scomparsa".