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L'università siciliana arranca
La parola agli studenti


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sicilia, studenti, università, Cronaca
Secondo Pasquale Di Pollina, rappresentante degli studenti nel consiglio di amministrazione dell'Università, la soluzione è da ricercare nel rinnovamento del sistema universitario. "Il dato che emerge dalla classifica è che gli standard richiesti sono molto elevati. Qui a Palermo -spiega Di Pollina - i numeri parlano da soli: basti pensare che il 50% degli studenti universitari è fuori corso e che molti non riescono ad accumulare un numero sufficiente di crediiti formativi durante l'anno accademico. Vista la situazione si deve rinnovare il sistema universitario, ad esempio migliorando la qualità della didattica".

"Ben vengano i tagli se colpiscono gli sprechi" il commento di Gianmaria Saitta , presidente provinciale di Azione Universitaria, suona lapidario. “Mi auguro che con questi provvedimenti l’Università, in particolare quella di Palermo e le altre siciliane, possa uscire dalla situazione attuale, in cui la parola d’ordine è lo spreco. Tutto questo nonostante la rigidità dei criteri: sono stati stabiliti dei parametri ben precisi per individuare i costi inutili e evidentemente l’Università di Palermo non rientra tra i primi posti della classifica. L’importante - sottolinea però Saitta - è che i fondi che riceviamo, seppur pochi, siano gestiti negli interessi degli studenti. Ciò che occorre è una politica mirata ad ampliare i servizi”.