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Un Pdl Sicilia come possibile
alternativa al Partito del Sud


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La risposta al Partito del Sud arriva in una torrida mattina di luglio da Palazzo dei Normanni. Qui si sono riuniti i parlamentari nazionali e regionali del Pdl di matrice “figiana” e l’ala forzista vicina a Dore Misuraca. No al “Partito del Sud”, sì al Pdl Sicilia, un partito federato che resti però all’interno di quello nazionale. È questa la proposta che arriva dalla riunione convocata per avanzare un’ipotesi alternativa a quella del Partito del Sud auspicato da Gianfranco Miccichè, ma bocciata da Silvio Berlusconi. “La posizione del presidente Berlusconi è la nostra”, osserva Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati del Pdl a Montecitorio, che anticipa una delle novità che dalla Sicilia vengono richieste a Roma, ovvero l’elezione dal basso del leader regionale. Un’innovazione non da poco nella direzione di una maggiore democrazia interna.
Il gruppo che si è riunito questa mattina a Palazzo dei Normanni è composto prevalentemente da ex di Alleanza nazionale, da Briguglio al vicepresidente della Commissione Antimafia Fabio Granata, ma c’è anche la corrente di ex Forza Italia che fa capo al parlamentare nazionale Dore Misuraca. Tra i partecipanti all’incontro di questa mattina anche gli assessori regionali Gaetano Armao, “tecnico” vicino a Misuraca, Luigi Gentile e Nino Strano.
Tutti hanno sostenuto la nascita del nuovo governo Lombardo, ma adesso chiedono “uno statuto speciale” per il partito siciliano, con un rapporto di tipo federativo con la casa madre del Pdl romano, una sorta di Csu bavarese rispetto alla Cdu. “L’unità del Pdl non è in discussione”, aggiunge il deputato nazionale Nino Lo Presti. Ma per il Mezzogiorno ci vuole un cambio di passo: “Mi pare del tutto evidente che il Sud in questa legislatura non ha avuto l’attenzione che merita”, osserva il deputato regionale Pippo Scalia. E Misuraca parla di un governo nazionale che “non è stato attento al Mezzogiorno”.  Insomma, la questione meridionale c’è tutta, ma “il Partito del Sud è la
risposta sbagliata”, spiega Granata. Quanto ai rapporti interni al partito, Misuraca parla di “dialogo aperto con Miccichè”, mentre non nomina nemmeno il coordinatore regionale Giuseppe Castiglione e la sua corrente, a cui fa riferimento parlando della “minoranza della Sicilia orientale, che potrà confluire, se vorrà, nel Pdl Sicilia”.