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"Hammamet", il fantasma
di Craxi rivive a Mineo


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Dopo il debutto a Roma e la replica milanese, approda in Sicilia la tragedia su Bettino Craxi dal titolo "Hammamet", scritta e diretta dal drammaturgo catanese Massimiliano Perrotta. Con la consulenza storica del giornalista Mattia Feltri, caporedattore dell'edizione romana del quotidiano "La Stampa", lo spettacolo si sviluppa come una rilettura autocritica fatta da sinistra degli anni in cui cadde la cosiddetta Prima Repubblica, e che vede al centro la figura di Craxi (interpretato da Roberto Pensa), visto come uno dei più significativi e controversi uomini politici del Novecento italiano.

In scena si confrontano le ragioni e gli errori di Craxi, ma anche le ragioni e gli errori di chi lo avversò e che oggi prova a rileggere quegli anni con equanimità. La musica di Emanuele Senzacqua e la danza di Barbara De Blasio sottolineano i momenti più drammatici di uno spettacolo che, nelle intenzioni dell'autore, "non vuole 'far discutere' o alimentare polemiche, ma si propone semplicemente come un esame di coscienza in pubblico". È il narratore (Emanuele Carboni) a rappresentare la sinistra autocritica: "Quel sistema era iniquo, il Paese guasto, ma per combattere la corruzione abbandonammo il sentiero della ragione".

Lo spettacolo, ospitato dalla rassegna "Estate Menenina", andrà in scena martedì 25 agosto alle ore 21, in piazza Buglio a Mineo. Negli anni di "tangentopoli" il giovanissimo Perrotta viveva proprio a Mineo e in qualche modo giustificava la folla che lanciava le monetine all'ingresso del Raphaël. Oggi vi ritorna per proporre una riflessione più matura su quella pagina di storia nazionale: "Desta inquietudine il ricordo di quegli anni. Sarebbe stato più giusto sostituire il personale politico per via elettorale e aspettare serenamente l'accertamento delle eventuali responsabilità penali".

Ma Mineo rappresenta uno scenario particolare anche perché lì a pochi chilometri si consumò una tra le più grandi crisi diplomatiche con gli Stati Uniti, la cosiddetta "crisi di Sigonella" in cui nella notte tra il 10 e l'11 ottobre del 1985 si contrapposero le ragioni del presidente Ronald Reagan e il decisionismo del primo ministro socialista.