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Lombardo e il Sud: "Non vedo svolte"

"Siamo meridionali"


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Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, stamattina ha preso un caffè su Rai Tre col giornalista Corradino Mineo. Si è parlato di Sud, di autonomia e di governo. Ecco: "Io non vedo tra le modifiche che si apportano tra Camera e Senato del decreto anticrisi ci sia quella svolta di cui tutti si riempiono la bocca. Mi auguro che ci sia, mi auguro che quel che ci si deve, ci venga dato. Con Miccichè ci sono molte sintonie, ma non solo con lui. Ci sono con tanti uomini e donne che si stanno battendo perchè in Italia si parli di Mezzogiorno – dice Lombardo - di una questione meridionale che era stata
archiviata o derubricata a questioni di criminalità o inefficienza. La posta in palio è importante. Quando il presidente del Consiglio - ha aggiunto - mi dice 'faccio un piano straordinario per il rilancio Mezzogiorno, immediatamente ci impegniamo sui Fas', io non posso non registrare la svolta con favore, salvo poi non farsene nulla. Ad esempio, quando si riunirà il Cipe potrebbe essere affrontato il nodo del Fas, se non verrà fatto solleverò l'argomento in sede europea".
Un Sud separato dal resto del Paese? Lombardo nega: "Dobbiamo renderci conto - dice - che noi vogliamo l'unità. Qualcuno, sciocchino, ha scritto il separatismo, la secessione...".  Sulla fiscalità di vantaggio, altro argomento caldo, poi, il governatore della Sicilia ricorda come nel 2006 il Parlamento Ue abbia approvato una mozione per consentire la fiscalità di vantaggio nelle regioni meno sviluppate. Ma "il nostro governo - sottolinea - non ha aperto la vertenza in sede europea dove c'è da superare un veto da parte della Commissione Ue perché ai Sud nelle varie nazioni venisse consentita la fiscalità di vantaggio". Infine per il Mezzogiorno, sostiene Lombardo, "non serve più la lotta ma un piano straordinario per battere definitivamente la criminalità che è un fattore penalizzante tanto quanto le ferrovie che non ci sono e la debolezza del nostro sistema economico e produttivo".