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Tragedia familiare a Catania

"Piangeva sempre e l'ho uccisa"


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Catania, figlia, librino, mese, uccide, Cronaca
"Piangeva sempre, ero stanca e non la sopportavo più". Sono queste le parole di Claudia Barbera, 23 anni, che ha ucciso la propria figlia di un mese. L'ha soffocata con un cuscino, poi l'ha strangolata e ha invieito contro il corpo della piccola. Ha confessato il suo gesto ai carabinieri e ai magistrati che l'hanno interrogata. Ora gli inquirenti vagliano l'ipotesi di predisporre una perizia psichiatrica nei confronti della donna che la momento si trova ricoverata all'ospedale Vittorio Emanuele di Catania piantonata dai militari.

Il contesto familiare in cui si è consumata al tragedia vede la donna già denunciata per reati contro il patrimonio e il padre della piccola in carcere. Non l'ha mai conosciuta. La giovane donna avrebbe, inoltre, un altro figlio di 13 mesi che però vive con i nonni e di cui ora si stanno occupando i servizi sociali e il tribunale dei Minori di Catania.

Tutto è accaduto ieri mattina. La bimba che non la smetteva di piangere e il raptus della donna. Ai militari ha raccontato di aver avuto un raptus. Prima ha tentato di chiuderle la bocca e il naso con una mano, poi con un cuscino. Nel crescendo di rabbia l'ha poi strangolata e picchiata con colpi all'addome.

Quando si è ripresa e si è accorta di quanto aveva fatto, ha chiamato l'ambulanza ma la piccola era già morta. Trasportata all'ospedale Garibaldi di Catania, i medici avevano ipotizzato un soffocamento naturale. E' stato l'atteggiamento della donna a fare insospettire i carabinieri che ne hanno ricostruito il profilo. Poi la confessione.