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Il verbale di Luciano Violante

La trattativa Stato-Cosa nostra?
"Una questione politica"


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ciancimino, Luciano Violante, trattativa stato cosa nostra, Cronaca
Una "questione politica". Così il generale Mario Mori avrebbe definito la volontà di Vito Ciancimino di conferire con l'allora presidente della commissione parlamentare Antimafia Luciano Violante. L'ex presidente della Camera la settimana scorsa ha reso dichiarazioni ai magistrati palermitani che seguono l'inchiesta sulla presunta trattativa Stato-Cosa nostra. Secondo quanto riportato nel verbale - depositato al processo contro Mori e Obinu e pubblicato sui giornali - l'allora vice comandante del Ros dei carabinieri per tre volte avrebbe chiesto a Violante di incontrare Vito Ciancimino in un "colloquio privato".

Siamo all'indomani delle stragi Falcone e Borsellino. Nella prima occasione Mori avrebbe avanzato la richiesta a Violante che l'avrebbe declinata, se Ciancimino voleva parlare lui era disposto a fare un'audizione in commissione. "No, lui chiede un colloquio personale" avrebbe risposto Mori.

La seconda volta Mori avrebbe consegnato a Violante un libro-memoriale, intitolato "Le mafie" (pubblicato sul numero in edicola di "S", ndr). Pagine nelle quali l'ex sindaco di Palermo raccoglie una serie di accuse nei confronti di uomini politici del tempo. Da Andreotti a Leoluca Orlando, passando per diversi sindaci di Palermo.

E' la terza volta che Mori sarebbe venuto allo scoperto. Tornato da Violante per sapere le sue opinioni sul memoriale "Le mafie", Mori avrebbe rinnovato l'invito a incontrare Ciancimino. Fu allora che Violante avrebbe posto la domanda: ma l'autorità giudiziaria è informata della volontà di Ciancimino di parlare? E fu così che Mori avrebbe detto quelle parole: "Si tratta di cosa politica... di una questione politica".