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Ospedale San Giovanni Di Dio

Un solo grido: "evitare sgombero"
e oggi c'è Bertolaso


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"Il caso Agrigento è una vergogna nazionale. È surreale, quasi pazzesco, che l'ospedale di contrada Consolida sia stato aperto nonostante mancasse da sempre il certificato di agibilità. Qui occorre ripristinare la legalità ed è necessario che la Regione si assuma la responsabilità politica di quanto questa città sta vivendo costituendosi parte civile nel processo che seguirà". Senza mezzi termini Leoluca Orlando, presidente della commissione parlamentare errori sanitari, boccia l'ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento, sequestrato dai magistrati.

L'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, vuole rivedere - invece - i tempi di sgombero. "Perché si consideri - ha detto - che c'è una ampia ala dell'ospedale che poggia su pilastri di acciaio e che quindi potrebbe non essere interessata dall'eventuale depotenziamento del calcestruzzo, e più in generale perché venga riconsiderata attentamente la pericolosità sismica della zona di contrada Consolida su cui poggia la struttura ospedaliera".

Contrari allo sgombero sono invece i  componenti del Pdl della commissione di inchiesta sugli errori sanitari. "Non ci sembra condivisibile il ragionamento di Leoluca Orlando sul sequestro dell'ospedale San Giovanni di Dio e solleviamo alcune perplessità sull'attività della magistratura" hanno detto Lucio Barani e Melania De Nichilo Rizzoli. "La magistratura - hanno aggiunto - ha fatto benissimo ad intervenire ma poteva evitare il provvedimento di sgombero perché ci appare, da una prima analisi, una decisione eccessiva". Criticato anche il perito nominato dal tribunale.

Oggi è atteso l'arrivo del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. A lui saranno illustrate le possibilità vagliate in caso di sgombero per sistemare personale e pazienti. Al momento oltre all'ipotesi di distribuire i reparti fra Ribera, Canicattì, Sciacca e Licata, c'è anche quella di allestire un ospedale da campo o riaprire l'ex ospedale di via Giovanni XXIII o - ancora - stipulare una convenzione con la clinica privata Sant'Anna. Un ultima ipotesi sarebbe qualla di una maxi struttura, nella zona industriale fra Agrigento e Favara, che potrebbe contenere alcuni reparti del San Giovanni di Dio.

Il tribunale del Riesame deciderà lunedì prossimo sul ricorso dell'azienda ospedaliera contro lo sgombero.