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Madonie, riecco il rifugio Marini


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Dopo una lungo percorso fatto di impegnativi lavori di recupero e bandi pubblici andati deserti, finalmente l’Ente Parco della Madonie raggiunge uno degli obbiettivi strategici per il rilancio dell’offerta turistica madonita: Rifugio Marini, dopo anni di chiusura, riaprirà battenti.

La struttura di proprietà del C.A.I.  rappresenta un vero e proprio simbolo per il territorio. Posta ai piedi di Monte Mufara, dove insistono gli impianti sciistici di Piano Battaglia, per decenni  è stato punto di riferimento per gli amanti della montagna e degli sport invernali. Adesso, con l’affidamento ottenuto da “Le 2 Sicilie s.r.l.” in esito al terzo bando di gara, la struttura si accinge a raccogliere le esigenze di un turismo ambientale in costante crescita che si coniuga con maggiore frequenza con le attività ludico sportive.

“Il territorio si riappropria finalmente di un simbolo della ricettività madonita” afferma Angelo Aliquò, commissario dell’Ente Parco delle Madonie “offrire alla libera iniziativa di privati cittadini la possibilità di riaprire una struttura storica come quella del Rifugio C.A.I. Marini, non significa solo rilanciare l’economia legata al turismo, ma anche e soprattutto restituire dignità ad uno degli scorci di montagna più conosciuti ed apprezzati in Sicilia”. Solo pochi mesi fa, nel mese di marzo, era stata affidata a privati l’Area attrezzata di Piano Zucchi e l’area del laghetto di contrada Mandria del Conte, tutte attività che vanno nell’unica direzione di offrire ai madoniti occasioni di sviluppo economico attraverso l’utilizzo del patrimonio ambientale.