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ALLARME DOPO LE INTIMIDAZIONI AD AGRIGENTO

Attenti, è tornata la mafia


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, Cronaca
La mafia torna a farsi sentire in provincia di Agrigento e attacca gli imprenditori che denunciano il racket. L'ultima intimidazione a Ignazio Cutrò, che ha denunciato e fatto arrestare la cosiddetta "mafia della montagna" ed è in attesa dell'incidente probatorio, è solo l'ultimo episodio. In queste settimane una lunga serie di attentati ha colpito diverse aziende. Confindustria Sicilia, nell'esprimere a tutti piena solidarietà e sostegno e nel ribadire che bisogna opporsi alla mafia, invita tutte le imprese del territorio a denunciare le estorsioni e i tentativi di estorsione e a collaborare pienamente con le forze dell'ordine. "Agrigento rappresenta una sfida per noi e per il Paese - dichiarano Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, e Giuseppe Catanzaro, presidente di Confindustria Agrigento - : se riusciremo anche qui ad affermare il diritto delle imprese a vivere nella normalità e nella libertà, contro chi vuole trasformarla nella provincia degli incendi e delle minacce, avremo davvero dimostrato che la legalità premia rispetto alla compromissione".
"Bisogna contrastare con ogni mezzo questa recrudescenza criminale - spiegano Lo Bello e Catanzaro - . La società agrigentina deve sostenere con ancora più forza l'eccezionale azione della magistratura, del prefetto e di tutte le forze dell'ordine, impegnati nel ripristino della legalità in questo territorio. La Regione, che ha appena istituito l'Osservatorio della legalità, ha dato in questo senso un buon esempio. Ma nella lotta alla mafia la repressione non è sufficiente, va accompagnata dal riscatto sociale e civile che è alla base di un'economia libera - osservano Lo Bello e Catanzaro - . Occorre anche una forte azione moralizzatrice che possa rendere le pubbliche amministrazioni trasparenti e capaci di dare certezze alle imprese che vogliono investire nello sviluppo di questa parte d'Italia: enti locali finalmente protagonisti di scelte basate su modelli produttivi e non più assistenziali e clientelari".