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"AUMENTEREMO SOLO SE NECESSARIO"

La guerra dell'Irpef, Diego ci pensa


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, Cronaca
Il sindaco di Palermo sfoglia la margherita: aumentare l'Irpef per colmare il "buco" dell'Amia, sì o no, dopo il via libera del governo? Diego Cammarata ci pensa: "Valuteremo - dice -, non c'è fretta". Molto dipende dall'analisi dei conti e dello sprofondo rosso dell'Amia. Il sindaco spiega: "Quando avremo numeri certi, decideremo. Nessuno ha l'interesse di aumentare le tasse".

Il sì di Palazzo Chigi
Da giovedì scorso, giorno della pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell'ordinanza del Consiglio dei ministri, ''Il Comune di Palermo è autorizzato a disporre la variazione dell'addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche con deliberazione della giunta''. L'amministrazione di Palazzo delle Aquile potrà quindi aumentare l'addizionale Irpef che per tutti gli altri sindaci è bloccata dal maggio 2008, senza passare dal consiglio comunale. Basta la giunta.

Scoppia la polemica
Le reazioni non si fanno attendere. ''Riteniamo incredibile che dopo la contrarietà già espressa dalla maggioranza del consiglio comunale e da una intera città, comprese le forze sociali ed economiche, il governo decida di commissariare le prerogative del consiglio comunale attribuendo alla giunta il potere di aumentare l'Irpef''. Lo dicono i segretari provinciali di Palermo di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Calà, Mimmo Milazzo e Antonio Ferro dopo l'ordinanza del presidente del Consiglio che consente solo a Palermo di approvare in giunta l'aumento dell'imposta sui redditi (da 0.4 a 0.8) senza più passare dal consiglio comunale. ''Ci sembra estremamente grave - aggiungono - che da Roma si possa intervenire azzerando le prerogative delle autonomie locali, con provvedimenti di imperio presi sulla base di una presunta emergenza. Questa rischia di essere una condizione da regime per un governo che si vanta di discutere di federalismo''. Cgil, Cisl e Uil chiedono al sindaco Diego Cammarata di non avvalersi della facoltà di aumentare l'Irpef. ''Gli chiediamo di convocare le parti sociali ed economiche per aprire una discussione sulle gravi condizioni finanziarie in cui si trovano la città e le sue aziende partecipate. Diversamente le organizzazioni sindacali saranno costrette ad assumere iniziative opportune''. Tuona Davide Faraone, capogruppo del Pd in Consiglio: "Potremmo presentare una mozione di sfiducia".