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"Le nomine? Frutto di una lottizzazione becera"

Cuffaro sui manager: "A volte ritornano
L'Udc è estraneo a questa spartizione"


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“A volte ritornano, altro che rinnovamento”. Commenta così, parafrasando il titolo di un noto film dell’orrore, il senatore Totò Cuffaro la nomina dei manager della sanità siciliana.
“Tengo a sottolineare – continua Cuffaro – che, come avevamo annunciato, l’Udc è assolutamente estraneo alla pesante spartizione partitica che si è consumata stanotte. Mi sembra appena il caso, a fronte di immotivati cori entusiastici che si ascoltano in queste ore, sottolineare tre cose.  Innanzi tutto oltre la metà dei manager nominati dalla giunta Lombardo sono uomini che erano stati indicati appena qualche settimana fa come i protagonisti della cuffarizzazione della Sicilia. Solo per fare qualche esempio: Giuseppe Pecoraro, Francesco Poli, Franco Maniscalco, Salvatore Olivieri,  Renato Baldari, Ignazio Tozzo. Sono tutte persone che erano state nominate da me direttori generali o sanitari o commissari in aziende sanitarie siciliane. Con buona pace della strombazzata decuffarizzazione e del millantato rinnovamento. Al festival del revival si aggiunge, poi, la lottizzazione più becera. Passiamo dalla cuffarizzazione, alla lombardizzazione, miccicheizzazione ed alla comunististazione-russiana, perché a fianco dei nominati per meriti partitici e per legami personali col presidente lombardo o con Gianfranco Miccichè, ci sono le nomine di manager “rossi” sponsorizzate dall’assessore Russo. Lo avevo detto appena qualche giorno fa rassicurando l’on Cracolici, che sarebbe andata così”.
“Terza cosa da far presente – dice ancora Cuffaro – è che il rinnovamento passa attraverso l’innalzamento dell’età media dei manager. Si perde il conto dei settantenni. Vorrei dare un consiglio al Presidente Lombardo: Nel 2005 la giunta da me presieduta deliberò di mettere un limite di età ai manager, stabilendolo in 65 anni. Quella delibera è ancora in vigore. Consiglio al Presidente di revocarla se vuole realmente porre questi settantenni alla guida delle aziende sanitarie siciliane o rischia una valanga di ricorsi”.
“E non è ancora finita – conclude il vice segretario nazionale dell’Udc – perché la lottizzazione continua. Tutti gli scontenti, infatti, per raggiungere la quadratura del cerchio ieri in sede di pre-giunta, hanno ricevuto ampie rassicurazioni che saranno ripescati come seconde scelte per andare a coprire la pletora dei direttori sanitari ed amministrativi che la riforma Russo–Lombardo ha fatto crescere a dismisura”.