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Granata: "Non è una sanatoria mascherata"


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"Non è una sanatoria mascherata e questo è senz'altro un fatto positivo". Fabio Granata, uno degli esponenti del Pdl da sempre più impegnato sul fronte della tutela e del rilancio del patrimonio paesaggistico della Sicilia, promuove il ddl sul piano caso varato dalla giunta regionale, che adesso dovrà approdare all'Ars. Ma invita la Regione a fare un passo avanti, promuovendo il recupero abitativo dei centri storici, per evitare nuove colate di cemento nelle città siciliane, recuperando le volumetrie già esistenti.

Onorevole Granata, che idea si è fatto di questo "piano casa" portato in giunta dall'assessore Beninati?
"A una prima lettura la norma mi sembra equilibrata e puntuale nell'escludere qualsiasi lettura in termini di sanatoria. Sono espressamente escluse le abitazioni abusive e questo è molto importante. Mi sembra opportuna la fiscalità di vantaggio per le prime case. E molto
interessante è la parte relativa all'abbattimento e ricostruzione: è su questo che sarebbe opportuno spingere per eliminare le brutture figlie
del boom edilizio quando si costruiva in assenza di piani regolatori".

Non le sembra che al di là delle misure da lei citate, manchi un piano di insieme per ripensare le città siciliane?

"Certo, c'è un grande ritardo. Nel 2000-2001 approvammo le linee guida del piano paesaggistico regionale. Ma bisognava approvare i 16 piani
d'ambito che dovevano rendere operativo quel piano. A nove anni di distanza si cominciano a intravedere le prime proposte concrete. Quel
percorso va velocizzato. Avviando una riflessione su un punto fondamentale".

Quale?
"Il recupero abitativo dei centri storici. Sarebbe un ottimo modo per utilizzare le nostre maestranze per sfruttare le volumetrie già esistenti. Un'altra proposta che faccio è quella di avviare, proprio come si è fatto nella Sanità, una rotazione dei sovrintendenti che non possono restare troppo a lungo nella stessa sede senza che si creino condizionamenti ambientali".