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Regolamenta anche gli ampliamenti di cubatura

Piano casa, approvato il ddl Beninati
Ora il provvedimento passerà dall'Ars


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Non solo sanità. La giunta che ieri notte ha piazzato gli uomini scelti da governo e partiti per guidare le 17 aziende sanitarie del postriforma ha anche dato il via libera definitivo al disegno di legge proposto dall'assessore Nino  Beninati sul piano casa, che regola tra l'altro gli interventi di amplimento di cubatura. Il ddl ora dovrà approdare all'Ars.
Il piano era già stato apprezzato nella precedente seduta. Il voto finale era stato rinviato in attesa di due pareri tecnico – legali che sono giunti proprio ieri. Si tratta di una norma che integra il precedente ddl approvato dalla giunta e restituito dalla competente Commissione dell’Ars.
Parecchie le novità contenute nella sua nuova stesura. Fra queste particolarmente importanti l'abbattimento del 50% dei canoni di concessione edilizia per gli immobili che saranno destinati a prima abitazione e l'introduzione del così detto libretto del fabbricato. Il libretto del fabbricato riguarderà le nuove costruzioni e sarà una sorta di carta d’identità dell’immobile.
“Abbiamo voluto dar vita – dice Nino Beninati assessore ai Lavori Pubblici della Regione siciliana - ad una norma chiara e snella che possa, al tempo stesso, essere un volano per lo sviluppo delle attività edilizie ed uno strumento per la tutela del territorio. L’introduzione, poi, per le nuove costruzioni, del libretto del fabbricato, permetterà di conoscere meglio gli edifici che sorgono nel nostro territorio e potrà essere uno strumento importante per la protezione civile. Si è prestata una particolare cura a tutte quelle norme che possono garantire maggiore sicurezza, maggiore stabilità ed opportuni controlli all’intero sistema edilizio siciliano e si sono introdotte norme di carattere sociale come l'abbattimento del 50 per cento degli oneri concessori per le costruzioni destinate alla prima casa”.
Le altre importanti novità riguardano il termine di due anni per la presentazione delle richieste di ampliamento delle cubature degli edifici completati fino al 31 dicembre 2008 o abbattimento e ricostruzione di edifici realizzati prima del 1990, ed una serie di “sconti” sui canoni di concessione edilizia per chi si impegna a costruire con accorgimenti anti sismici (dispersori), per il risparmio energetico o con tecniche di bioedilizia.

In soli dieci articoli la nuova norma, che sarà adesso trasmessa all’Ars per l’avvio dell’iter alla riapertura a settembre, si occupa sia di norme transitorie che di disposizioni permanenti. Il disegno di legge recepisce, sostanzialmente, il contenuto dell’Intesa Stato – Regioni – Enti Locali del 31 marzo scorso.
Tre le tipologie di intervento possibile: ampliamento degli immobili, abbattimento e ricostruzione semplice, abbattimento e ricostruzione con accorgimenti sismici e/o di bioedilizia. Gli ampliamenti vengono consentiti nel limite massimo del 20% della cubatura esistente e solo su edifici realizzati su base di regolari autorizzazioni o già sanati, entro il 31 dicembre 2008. Stessi vincoli ma aumento di cubatura fino al 25% per le ricostruzioni a seguito ad abbattimenti di edifici costruiti prima del 1990 e che non risultino adeguati agli attuali standard qualitativi, igienico-sanitari, architettonici, energetici, tecnologici, di sicurezza o alla normativa in materia di fasce di inedificabilità e di distacco tra edifici, da strade e confini. Se, poi, il proprietario o il costruttore si impegna ad utilizzare tecniche di bioedilizia o per il risparmio energetico, l’ampliamento di cubatura potrà arrivare fino al 30%. Per ottenere l'autorizzazione allos volgimento di tutte queste attività viene posto il limite di 24 mesi dall’entrata in vigore della legge, trascorsi i quali non sarà più possibile presentare istanze di ampliamento o ricostruzione in deroga. Non  può  essere riconosciuto  alcun  aumento  di volume  o  di  superficie  ai fabbricati anche parzialmente abusivi soggetti all'obbligo della demolizione, così  come agli edifici  che  sorgono  su aree   demaniali   o  vincolate  ad  uso   pubblico   o dichiarate   inedificabili  per   legge,   sentenza   o provvedimento amministrativo. I comuni avranno, comunque, la facoltà, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, di escludere particolari edifici o aree urbane dall’applicazione di queste disposizioni o imporre limitazioni legate a motivazioni ambientali o urbanistiche.
Non saranno soggetti a limiti temporali, invece, i benefici riservati a chi costruisce edifici anti sismici. In Sicilia sarà riconosciuto stabilmente, per queste costruzioni, uno sconto del 20% sugli oneri di concessione edilizia. “Con questo disegno di legge – conclude Beninati – contiamo di tutelare il territorio da cementificazioni selvagge, evitando che la norma possa trasformarsi in una sorta di nuova sanatoria indiretta, riqualificare e ammodernare gli edifici della nostra isola dotandoli anche di importanti strumenti antisismici, di impianti di sicurezza ei ultima generazione e diminuendo l’impatto delle barriere architettoniche. Abbiamo previsto strumenti di tutela per gli edifici che abbiano valore monumentale, per le aree ad interesse paesaggistico, abbiamo escluso dai benefici gli edifici anche parzialmente abusivi e fornito lo strumento agli Enti Locali per limitare gli interventi per motivi urbanistici”.

“Al tempo stesso – continua Beninati – speriamo che le possibilità offerte dalla normativa ingenerino un circuito virtuoso di investimenti privati che possano movimentare l’economia siciliana, nel pieno rispetto di tutte le prescrizioni urbanistiche”. Altro provvedimento contenuto nel nuovo disegno di legge è il così detto libretto del fabbricato. Si tratta del recepimento di una richiesta proveniente dagli ordini professionali. Il libretto del fabbricato riguarderà le nuove costruzioni e sarà una sorta di carta d’identità dell’immobile.
“La proposta di norma, che pure ha già recepito suggerimenti provenienti dal mondo delle professioni e della proprietà edilizia, è comunque aperto a nuovi contributi nella fase del suo iter istruttorio presso la competente commissione dell’Ars”.