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I sospetti de L'Espresso

Il rigassificatore e lo champagne


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, Cronaca, Politica
E' un trafiletto, poche righe che però lanciano la pietra nello stagno dei sospetti e rischiano di mandare di traverso il fine settimana del governatore. L'Espresso in edicola da oggi svela un piccante retroscena sulla firma - sudatissima - che Raffaele Lombardo ha messo dopo mesi di tentennamenti sulla costruzione del rigassificatore Enel di Porto Empedocle, prima definita dal presidente "polvere da sparo pronta ad esplodere" e poi affidata ad Enel-Nuove Energie con un repentino cambio d'idea. Cosa ci sarebbe dietro la retromarcia di Lombardo? Secondo L'Espresso gran tessitore dell'operazione sarebbe stato uno dei volti nuovi della sua giunta, l'assessore alla Presidenza Gaetano Armao. Secondo il settimanale di De Benedetti il primo a festeggiare dopo la ratifica dell'accordo su Porto Empedocle sarebbe stato proprio Armao: "Il tecnico in quota Pdl - scrive il periodico - poco dopo la ratifica dell'accordo è fuggito da Palazzo d'Orleans insieme a Margherita Stabiumi, avvenenente regina dell'acciaio bresciano, che del rigassificatore detiene una quota di circa il 10 per cento". Secondo L'Espresso i due avrebbero festeggiato con una bottiglia di champagne Veuve Cliquot "dopo settimane di trattative - continua l'articolo - che hanno visto Armao e Stabiumi fare coppia fissa - solo sul piano politico - all'Assemblea regionale siciliana". Un sospetto lobbistico sulla vicenda del rigassificatore. Si attendono repliche di Lombardo e Armao