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E scoppia il caso della sanità privata

Lombardo: "Più vicini al Pd
che a un certo Pdl"


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Raffaele Lombardo, dalle pagine del Riformista, tende la mano al Partito democratico, mentre chiude la porta a Cuffaro. “Il Pd è un partito che si muove in maniera compatta -dice il governatore in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano di Antonio Polito - e che fa un'opposizione serrata e costruttiva. Non fa alcuno sconto ma dialoga seriamente sulle leggi importanti per la Sicilia. Abbiamo votato delle leggi insieme, vi sono punti di convergenza su alcune riforme. Nel progetto di rinnovamento trovo più sensibilità nel Pd che in partiti che avendo governato si ergono invece a difensori del vecchio sistema”.
Una mano tesa ai democratici, i cui voti, in Assemblea regionale, potrebbero tornare comodi alla maggioranza di centrodestra traballante e divisa. Sullo stato di salute dei rapporti tra Mpa e Pdl, Lombardo è netto: “Vi sono alcuni che stanno sostenendo il progetto di rinnovamento del nostro governo, altri che invece sono i difensori del vecchio. Con questi ultimi non c'è alcun dialogo”. Il riferimento, ça va sans dire, è all'ala che fa riferimento a Giuseppe Castiglione, che fino all'altroieri ha attaccato duramente il governatore accusandolo di lottizzazione selvaggia nella nomina dei 17 supermanager della Sanità.
Quanto al progetto “Partito del Sud” Lombardo conferma l'intenzione di portare avanti le macchine: il cammino “procede positivamente. E crea preoccupazioni nei partiti nazionali”, sostiene il governatore, che accusa i grandi media nazionali asserviti “ai poteri forti” di ostacolare il progetto. E se Marcello Dell'Utri proprio al “Riformista” ha definito il Partito del Sud “una cazzata”, Lombardo fa spallucce: “Dell'Utri non è assolutamente un nostro punto di riferimento politico-culturale”.
Porte chiuse, malgrado i segnali di apertura degli ultimi giorni, anche per i cuffariani: “Non vi è dialogo – dice Lombardo - . Cuffaro è il più strenuo difensore del vecchio. Detto questo non rinnego nè l'amicizia né nulla, ma così con l'Udc non poteva andare avanti, ed infatti è fuori dal governo”.
Lombardo, insomma, riprende a tessere la sua tela, e dopo aver giocato a spaccare il fragile Pdl siciliano (non senza successo), lancia un segnale al Pd che, c'è da scommettere, agiterà le acque all'interno dei democratici, divisi tra quanti in passato hanno ritenuto opportuno cercare il dialogo con l'Mpa e quanti insistono sulla linea dell'opposizione senza sconti.
Intanto, dai democratici e dall'area del Pdl più ostile al governatore, si levano voci di protesta per la scelta di rinviare di un anno, nell'ambito della riforma della Sanità, la riconversione di 500 posti letto nelle case di cura convenzionate. Antonello Cracolici del Pd ha presentato un'interrogazione parlamentare chiedendo delucidazioni all'assessore Massimo Russo. Anche Marianna Caronia del Pdl ha già preannunciato un'interrogazione. La richiesta dello slittamento al 2010 era stata avanzata all'assessore Russo dall'Aiop, l'associazione di categoria della sanità privata guidata da Barbara Cittadini, moglie di Dore Misuraca, che di recente si è staccato dall'ala pidiellina più ostile a Lombardo per sostenere la nuova giunta regionale.