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Il retroscena

L'Udc bussa alle porte del governo?
Certo, certissimo, anzi impossibile


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, Politica
L'ultimo in ordine di tempo è stato il capogruppo Rudy Maira: "Diciamo sì al rientro nel governo, ma a certe condizioni". Quali? Tre assessorati di peso, un freno alla "decuffarizzazione" della Regione, un nuovo programma da condividere soprattutto con l'ala più oltranzista del Pdl. Maira tende la mano, Saverio Romano sta alla finestra, il predecessore di Lombardo Totò Cuffaro non smette invece di attaccare il governatore col quale si è aperta una sorta di questione personale. Ma ce la farà l'Udc a tornare nelle stanze del potere? Il vero retroscena non si deve leggere però dalle parti di Palazzo d'Orleans ma tra la capitale e la Sardegna, dove si stanno muovendo i fili del possibile accordo tra Berlusconi e l'Udc. E' questo il reale asse che potrebbe spalancare le porte della Regione all'Udc e sanare un'anomalia elettorale che a livello romano potrebbe invece tornare d'attualità. Non a caso i colonnelli romani dell'Udc, a partire da Pierferdinando Casini, da settimane non dicono mezza parola contro il Cavaliere. Sono in attesa degli sviluppi del caso-Lega, l'offensiva bossiana contro l'Unità d'Italia e contro le politiche verso il Mezzogiorno che Berlusconi sembra non gradire. Da qui il rinnovato interesse verso l'Udc e il possibile riavvicinamento anche in chiave siciliana, una sorta di ponte che da Palazzo d'Orleans potrebbe arrivare fino a Palazzo Chigi. Ma, c'è un ma. In Sicilia Lombardo non intende fare da stampella nè a Berlusconi nè tantomeno all'Udc. Le nomine dei manager, fatte senza pescare da alcuna rosa di nomi scudocrociati,  i continui punzecchiamenti di  Lombardo a Cuffaro e la stessa carta d'identità ancora troppo giovane del secondo governo nato da nemmeno due mesi, portano il governatore a vedere come il fumo negli occhi il possibile rientro dell'Udc. E poi chi dovrebbe entrare del governo, liberando le tre caselle che Lombardo ha lasciato libere al varo della giunta? In pole position c'è lo stesso Maira, diventato un agnellino negli ultimi giorni dopo avere combattuto in prima linea con tanto di elmetto a cannoneggiare contro Lombardo e gli assessori ombra del Pd (ricordate la polemica su Venturi sponsorizzato da Lumia?). Preme per rientrare anche l'ex magistrato Giovanni  Ilarda, che si è legato al dito la mancata riconferma da parte di Lombardo e che potrebbe perciò rappresentare una mina vagante per il governatore. Il terzo posto se lo giocherebbero uno tra il messinese Giovanni Ardizzone e il catanese Marco Lucio Forzese. L'alternativa potrebbe essere rappresentata da tre tecnici che Cuffaro e Romano proporrebbero per avere forse più libertà di manovra in giunta. Ipotesi certo che, come recita il titolo di un film, in questo momento sembrano essere certe, certissime, anzi improbabili.