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L'editoriale

Ma sulle scelte servono risposte chiare


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, Politica
E no, onorevole Speziale, troppo comodo risolvere lo scandalo di Mazzarino nel chiuso di un dibattito tra quattro deputati e l’assessore Russo. Di comitati ristretti, di tavoli tecnici ed altri inciuci abilmente camuffati da strumenti istituzionali, i siciliani ne hanno abbastanza. Al punto in cui sono le cose, è necessario che Massimo Russo – il quale ha fatto della legalità e della trasparenza un punto irrinunciabile della propria presenza in un governo della Regione – cominci a spiegare pubblicamente le ragioni di alcune sue scelte. E ciò fermo restando che l’assessore non ha e non può avere alcuna responsabilità, diretta o indiretta, nella tragedia di Mazzarino.
La questione, come si suole dire, è politica. Alcuni settori della maggioranza di governo sostengono, per esempio, che l’assessorato alla Sanità, che pure è stato molto severo con l’ospedalità pubblica, tagliando senza pietà un numero esorbitante di posti letto, si sarebbe mostrato stranamente arrendevole con le cliniche private alle quali non solo sono stati risparmiati i tagli, ma è stata anche concessa la possibilità di rinviare sine die la rimodulazione dei posti letto da destinare alla riabilitazione e alla lungodegenza. Gli stessi esponenti del Pdl hanno anche insinuato il dubbio che l’eccessiva benevolenza nei confronti delle case di cura sia il prezzo (politico, s’intende) pagato dal Presidente della Regione a due esponenti del Pdl – Dore Misuraca e Guglielmo Scammacca della Bruca – che due mesi fa si sono staccati dalla corrente di
maggioranza, quella di Alfano e Schifani, e sono passati al gruppo di Gianfranco Miccichè i cui voti tengono ancora in piedi, ma di
strettissima misura, il governo Lombardo. Dore Misuraca è marito di Barbara Cittadini, proprietaria della clinica Candela a Palermo e
presidente dell’Aiop, l’associazione dell’ospedalità privata; mentre Scammacca della Bruca è proprietario, tra i più influenti, di una
catena di cliniche che operano tra Catania e Messina. Le prove dello scambio politico, ovviamente, non esistono. Può anche darsi che sia tutto un equivoco o che si tratti soltanto di  “indegne speculazioni”, come dice lo stesso assessore; o che dietro la scelta di Russo, in favore dei privati, ci siano inoppugnabili ragioni tecniche. Ma una spiegazione va data. Pubblicamente. Se possibile nella piazza di Mazzarino. Sarebbe il modo migliore per rendere giustizia a un giovane sventurato, morto perché la sanità siciliana, che pure costa otto miliardi l’anno, non ha saputo assicurargli la minima, indispensabile assistenza.