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La proroga e la coperta troppo corta


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Resterà aperto almeno fino al prossimo 31 dicembre l'ospedale 'Santo Stefano' di Mazzarino, che avrebbe dovuto chiudere il prossimo primo settembre. La notizia è emersa oggi durante il vertice alla Prefettura di Caltanissetta. le rassicurazioni in tal senso sarebbero giunte dal governatore in persona.

La notizia, che segue a stretto giro di posta la tragedia del giovane morto dissanguato e la conseguente rivolta di popolo nel centro del Nisseno, suscita qualche perplessità. Se il nosocomio locale era stato inserito tra quelli che avrebbero dovuto chiudere i battenti, al termine, immaginiamo, di una ponderata riflessione, prorogarne l'esistenza di una manciata di mesi sembra una misura dettata più dall'emotività che da una valutazione politica. Considerato anche che la tragedia in cui ha perso la vita il giovane Filippo Li Gambi è avvenuta non a seguito della chiusura dell'ospedale. Che era ancora aperto al momento del dramma.

Le ragioni di una riforma vanno spiegate e difese. Perché se è vero come è vero che la coperta della sanità siciliana è troppo corta, tale resterà anche dopo la proroga, decisa, parrebbe, più per ragioni di ordine pubblico che per valutazioni di merito. Tanto più che solo ieri l'assessore Russo aveva definito l'ospedale di Mazzarino "una struttura adeguata a trattare casi di tale complessità". Concetto ribadito da Russo nuovamente oggi pomeriggio.

L'auspicio è che una volta abbassati i toni dell'emotività, si riprenda a ragionare, di Sanità.Le fazioni che nei mesi scorsi si sono accapigliate sul quanto, come e dove tagliare, in un braccio di ferro estenuante e a tratti stucchevole, oggi improvvisamente non litigano più, forse anche per non disturbare le manovre di riavvicinamento tra ex alleati che potrebbero rimodulare da qui a qualche tempo la fisionomia della giunta. In fondo, nel grande risiko delle poltrone in cui a giorni alterni pare esaurisi la politica siciliana, una proroga in più o in meno appare come un dettaglio trascurabile.