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La "rivolta" di Mazzarino

Il sindaco convince i manifestanti
Di nuovo libera la Palermo-Catania


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Comincia a rientrare la situazione d'emergenza vissuta nelle scorse ore a Mazzarino. Il sindaco del paese, Vincenzo D'Asaro, ha infatti parlato con le decine di persone che da stamattina protestavano sull'autostrada Palermo-Catania, bloccando di fatto entrambe le carreggiate, convincendole a rimuovere il presidio.

Da ieri Mazzarino è  animata dalla protesta di popolo che si è scatenata oggi in seguito alla morte di un ragazzo. Il giovane che era rimasto ferito gravemente in un incidente stradale e che i medici non avevano potuto soccorrere perche' la sala operatoria dell'ospedale e' chiusa. E così, nel piccolo centro del Nisseno, si è scatenata la protesta dell'intero paese. Tutti i negozi questa mattina sono rimasti chiusi e dimostranti occupano dalla notte scorsa la strada 626 Caltanissetta-Gela, dove lo svincolo di Judica e altri bivi sono stati bloccati con autovetture e trattori. A scatenare la rabbia della popolazione di Mazzarino, la vicenda di Filippo Li Gambi, 23 anni. Il giovane giovedì scorso aveva auto un incidente con la sua motocicletta e nella caduta si era tranciato una gamba. Era stato trasportato all'ospedale "Santo Stefano" del paese, ma i medici non avevano potuto intervenire perche' la sala operatoria era chiusa, e avevano fatto trasferire Filippo al "Sant'Elia" di Caltanissetta, dov'era deceduto subito dopo il ricovero, probabilmente a causa dell'imponente emorragia. Ieri sera, subito dopo i funerali, il padre del ragazzo, Giovanni Li Gambi, si era incatenato nell'ospedale di Mazzarino. I suoi concittadini, solidali con lui e indignati per il disservizio che la chiusura della sala operatoria comporta, nella notte sono scesi in piazza. La strada 626 è occupata dalla mezzanotte circa, e in mattinata i blocchi sono stati organizzati in piu' punti della Caltanissetta-Gela. Ci sono anche striscioni contro l'assessore alla Sanità Massimo Russo. Che nel pomeriggio risponde alla polemiche con un durissimo comunicato in cui parla di strumentalizzazioni indegne.