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Il suocero di Castiglione: "Al voto in primavera"


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Apriti cielo! Con le sue dichiarazioni di ieri, Gianfranco Miccichè ha arroventato ancora di più il clima già incandescente all'interno del Pdl siculo. Già abbiamo raccontato qui la dura replica del sindaco di Palermo, Diego Cammarata, che ha minacciato di autosospendersi dal partito, qualora il sottosegretario dovesse concretizzare la sua idea di istituire gruppi autonomi al consiglio comunale (nonché alla Provincia e alla Regione).

Sostenendo la risposta di Cammarata, in una nota congiunta, i deputati regionali del Pdl Marianna Caronia, Francesco Scoma e Alberto Campagna, hanno dichiarato che "il Partito della Libertà è uno solo ed è la coalizione che poco più di un anno fa ha vinto le elezioni regionali, consentendo a Raffaele Lombardo di essere eletto presidente della Regione”.

Ricordando che Scoma e Campagna sono anche rispettivamente il vicesindaco di Palermo e il presidente del Consiglio Comunale, i tre hanno aggiunto che “il Pdl Sicilia dell'onorevole Gianfranco Miccichè non ha alcun fondamento politico e programmatico. Noi ci riconosciamo nel Partito voluto da Berlusconi, secondo il principio dell'aggregazione delle diverse anime del Centrodestra. Non è tollerabile il principio secondo cui si resta nel Centrodestra ma si fonda un partito, un gruppo, una formazione a sé stante. Questo deve essere chiaro e chiediamo ai vertici regionali nazionali del Pdl di mettere fine a questo inutile teatrino che fa male alla politica e alla Sicilia, prima di tutto”.

Anche il suocero del coordinatore regionale Giuseppe Castiglione, il senatore Pino Firrarello, ha partecipato a questo dibattito domenicale, intervistato dal supplemento locale di Repubblica: “Immagino che anche gli amici del Pdl, vicini al governatore Raffaele Lombardo, stanchi di essere mortificati torneranno a lavorare per l'unità del partito”, aggiungendo che "bisogna tornare a votare in primavera, come nelle altre regioni”.